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lunedì, maggio 28, 2007

Navegna OK!






Anche questa domenica 27 maggio, pur con un tempo incerto, non ci siamo fatti scoraggiare e in 25 siamo partiti per la salita sul monte Navegna. Il gruppo oggi si è arricchito di 5 nuove persone. Benvenuti!!
La salita si è svolta lungo il sentiero che parte dalla parte alta del paese dove finisce la strada dopo la caserma dei carabinieri, (grossa scritta NAVEGNA sul muro). Da qui parte anche la sterrata che porta alle Gole dell'Ovido. Il cielo è coperto e fa un caldo afoso che iniziamo a sentire da subito: il sentiero parte in salita.
Conviene prenderla con calma anche perché ci sono persone non allenate che dopo i primi passi iniziano già a boccheggiare e li sento dire: meno male che mi avevano detto che era una gita di media difficoltà!
Anche i più preparati faticano un po’!
Oggi sarà dura!
Entusiasmo, incoraggiamenti, grinta e caparbietà dimostrata non sono mai mancati lungo tutto il percorso.
Con passo regolare e facendo brevi soste ci ha portati tutti fino a Fonte le Forche.
Il panorama che si è goduto lungo tutta l'ascensione sul lago del Turano, ha compensato la fatica.
Nell'aria si sentivano profumi intensi di mentuccia, rosa selvatica, origano .
Noi cittadini facciamo quasi fatica a sentire questi profumi così lontani da quelli di ogni giorno!
A Fonte le Forche il gruppo si è diviso in due parti. Quattro hanno preferito fermarsi e godersi quel poco di sole che la giornata offriva gustandosi un buon panino, tutti gli altri dopo la sosta, sono ripartiti verso la vetta.
Con tempi diversi siamo riusciti ad arrivare tutti sulla cima del monte Navegna.
La gioia impressa sul volto di tutti copriva la smorfia di fatica.
Qui il colpo d'occhio sul panorama si è aperto a 360°, da una parte il lago del Turano e dall'altra Il lago del Salto. In lontananza si intravedevano anche se velati da un pò di foschia i monti della Duchessa e il Velino. Uno spettacolo unico per la sua bellezza. Purtroppo il cielo è coperto e c’è un po’ di vento che non ci permette di fermarci più di tanto.
Con una certa calma ci prestiamo a consumare le meritate vivande e a scattare alcune foto. Ancora qualche minuto necessario per rimetterci a posto e poi via per il ritorno.
Man mano che si scendeva, il tempo nonostante le previsioni meteo continuava a reggere, anzi un pò si portava al bello.
Giunti a Fonte le Forche nel cielo era uscito il sole. Abbiamo approfittato per fare una sosta. E' stata l'occasione per dissetarci e scambiare delle impressioni sulla giornata.

Riporto una riflessione lasciata da Berardo:

Ad un certo punto mi volto indietro e mi ritrovo distanziato dal gruppetto che seguiva perché si sono fermati con due ritardatari.

Così decido di fermarmi su una roccia ad aspettare.

E’ stato un momento “magico”!

Da un lato lo sguardo si perdeva nel verde dei pini, dall’altro tutta la veduta dell’ampio lago.
Silenzio assoluto rotto solo dal vento e dal cinguettare degli uccellini.
Tutta la bellezza della natura mi è apparsa in modo così netto da farmi dimenticare tutte le brutture che pure ci sono.

Sono stati pochi attimi e poi ecco arrivare tutti gli altri e con loro ridiscendere verso il mondo! Come a dire che le cose belle si possono vivere anche da soli ma quelle meno belle è necessario viverle insieme!!


Ripreso fiato, ci siamo incamminati per affrontare l'ultimo tratto di discesa.
Nello scendere prendiamo un sentiero diverso da quello fatto nel salire, consigliati da una guardia parchi incontrato durante la salita.
Ci fa scende dritti lungo la valle costeggiando il Fosso di Valloppio. Ci sembra più bello di quello fatto nel salire forse perché c’è un sole deciso e soprattutto perché siamo sulla via del ritorno!
Si scende allegramente chiacchierando delle cose più varie, ad cento punto riusciamo a fare pure una pausa caffé offerto dalla solita previdente Francesca.
Arriviamo alla fine del sentiero in un punto più in basso da dove abbiamo lasciato le macchine e così ci aspetta un altro piccolo sforzo.
Oggi è stata dura, quasi 6 ore di cammino tra l’andata ed il ritorno, però siamo felici perché in tanti siamo riusciti ad arrivare in vetta!!
Ripartiamo in direzione diverse ma l’impegno è quello di trovare un bar per una birretta insieme, un classico della fine delle escursioni!

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giovedì, maggio 10, 2007

27 Maggio M. Navegna (1508 m)

Area Picnic
Fonte Le Forche
Veduta sul Lago del Salto
Veduta sul Lago del Turano
Vetta Navegna
Dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, si esce al casello di Carsoli-Tagliacozzo in direzione Carsoli. Immediatamente si seguono le indicazioni per Turania , per poi incontrare quelle per il Lago del Turano. Ad una biforcazione della strada, proseguire in direzione di Rieti. Giunti a costeggiare il lago, dopo un po’ si prende a destra la strada che sale ad Ascrea. Nel paese si segue l’indicazione per la caserma dei carabinieri e si parcheggia poco dopo dove la strada finisce (770m). Una grossa scritta in rosso indica il punto di partenza.
Difficoltà e tappe intermedie: media difficoltà fino alla Fonte Le Forche 1 h e 30 (1140 m). Qui, oltre al fontanile, si trova un’area picnic ben attrezzata. (prima tappa). Da questo punto continuando ancora per 20 minuti e sempre di media difficoltà, si giunge ad un posto dove si scopre completamente un bellissimo panorama verso il lago del Turano e il paese di Castel di Tora (seconda tappa). L'ultimo tratto per arrivare in vetta richiede ancora poco più di 1 h di cammino e il sentiero si fa più ripido e quindi impegnativo.

Dislivello: 738 m

Tempo di percorrenza: A/R 5h

NOTE: se la giornata è particolarmente soleggiata e calda, portare una buona scorta d'acqua, un cappellino, occhiali da sole ed eventualmente delle creme protettive.

La Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia copre un territorio di 1.350 ettari, il paesaggio montagnoso, tipico delle parti piu alte della Sabina. Il paesaggio vegetale della Riserva è costituito da rigogliosi boschi di quercia, castagno, faggio ed estesi pascoli.
La vetta più alta di questo territorio è il monte Navegna, seguito dal Monte Cervia. I due massicci sono tagliati dalle gole dell'Obito, valle fluviale di notevole bellezza caratterizzata da una profonda forra che si allarga man mano che dalle rocce calcaree scivola verso le più tenere marne.
Gli animali simbolo del territorio sono tre: l'aquila reale, il lupo e il gatto selvatico. Tra i rapaci è comune la poiana, il gheppio e più raro lo sparviero.
Dalla vetta è possibile ammirare, oltre al panorama del Turano che ci ha accompagnati per tutta la salita, anche l’altro versante con il Lago del Salto. Si riconoscono molte delle cime caratteristiche del Lazio e dell’Abruzzo. Si distinguono molto bene anche il Monte Soratte sul versante del Turano e più in lontananza il Gran Sasso sul versante del Salto.