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martedì, ottobre 16, 2007

28 OTTOBRE M. PUZZILLO (2174 m)

Secondo appuntamento:
PANORAMA DALLA VETTA DEL PUZZILLO

VETTA DEL PUZZILLO LUNGO LA DORSALE VERSO IL MONTE CORNACCHIA
MONTE FRATTA
USCITA DAL BOSCO

Solitaria e panoramica, la cresta è una meta interessante, il percorso permette di raggiungere di seguito il monte Fratta (1878 mt.), il Monte Cornacchia (2010 Mt) e infine la cima del Puzzillo a 2174 mt di altitudine.

Da Roma uscita al casello di Tornimparte-Campo Felice.
Si segue la strada per Campo Felice fino al passo della Chiesuola di Lucoli (1656 m, 9 km dall'autostrada), da qui si parte.

Dislivello: circa 580 m

Tempi: circa 2.15 ore di salita, 2 oreper la discesa

Difficoltà: media

Attrezzatura: vestiario, portare qualcosa di pesante

Note: percorso di cresta con magnifici panorami verso le principali catene dell'Appennino Centrale

sabato, ottobre 13, 2007

ESPRESSIONI "ARTISTICHE"

ATTIMO FUGGENTE
REALTA' A DUE
COMPOSIZIONE 1
AL DI LA' DEL MURO
PASSAGGIO
SOGNO
SUONATORI DI JAZZ
COMPOSIZIONE 2
ALDO M.

ESPLOSIONE DI FORME
IN GIARDINO
VITA CAMPESTRE (5 m x 2.5 m) PARTICOLARE VITA CAMPESTRE
IL MIO STUDIO
ALCUNE MIE OPERE
DOMENICO


giovedì, settembre 27, 2007

EMERGENZA RIFIUTI


Due parole che abbinate dovrebbero interrogarci, preoccuparci, ma l’abitudine fa presto il callo sulla sensibilità e le suddette semplicemente puzzano su per il naso.

Tempo fa rientravo al lavoro in auto con un collega; al solito accese la sigaretta e buttò il pacchetto vuoto dal finestrino inquinando polmoni e strada. Protestai e alzando la voce mi rispose: “che lavorino anche gli spazzini!”. Tra le invenzioni moderne l’emergenza rifiuti.

Ho raccolto a terra un pacchetto di sigarette e l’ho spostato di alcuni metri all’interno di un cestino: è iniziata la fine dell’emergenza? Restano i rifiuti, che vanno riposti al posto giusto, da soli non ci vanno.

Nella foto: rifiuti abbandonati a 2.700 metri nella valle di Gressoney, Valle d’Aosta.

Posto da: Donato Chiampi

Foto di: Domenico Salmaso

mercoledì, settembre 19, 2007

MONTE ROSA

APPESI A UN FILO SUL TETTO D'EUROPA


Non sono tre coccinelle disorientate che corrono sulla “Mère de glace”, co-me l’ingannevole scatto di questa foto potrebbe lasciar credere: sono le cabine della più alta e forse più fascinosa funivia del mondo, quella del Monte Bianco, riprese dal nostro scalatore reporter Domenico Salmaso, da un punto più alto ancora, cioè dal Dente del gigante. Ne parliamo per ricordare i 50 anni compiuti da quest’opera ardita che con-giunge Courmayeur a Chamonix, cioè l’Italia alla Francia, volando sui ghiacciai del Bianco fino ai 3842 m dell’Aiguille du midi. Contestata dagli scalatori puri che vorrebbero riservate solo a sé certe emozioni, la funivia avrà forse profanato le vette, ma ha certamente consentito a migliaia di persone un’emozione indelebile che mai, altrimenti, avrebbero potuto provare.

Articolo pubblicato sulla rivista città nuova n°17/2007
  • Città Nuova


  • lunedì, settembre 17, 2007

    MONTE FONTECELLESE II^





    La prima uscita di questo 2007/8 ha visto la partecipazione di 28 persone di cui una quindicina di nuovi. Con una bellissima giornata ci siamo ritrovati tutti all’uscita del casello autostradale di Carsoli. Dopo le dovute presentazioni ci siamo mossi componendo una carovana di sette macchine verso Villa Romana punto di partenza per il monte Fontecellese. Il nostro arrivo in questo piccolo paese ha destato una certa simpatia alle persone del posto. Una volta pronti mi sono messo in testa alla lunga fila e con un passo il più possibile adatto a tutti ho guidato il gruppo. A chiudere invece il sempre attivo e presente Berardo. Oggi avevamo con noi per comunicarci due magnifici walkies-talkies messi a disposizione dai miei vicini di casa. Arrivati dopo una quarantina di minuti alla chiesetta di San Martino percorrendo un sentiero nel bosco in cinque hanno preferito fermarsi e attendere in nostro ritorno stesi al sole. Questo posto messo come prima tappa del giro è stato scelto sia per il bel panorama che si gode sia per sfruttare al nostro ritorno il bel camino con relativa griglia adiacente alla chiesetta. Sulla griglia in fatti avremmo coricato le nostre salsicce.

    Siamo ripartiti per la nostra ascesa immersi in una bella faggeta che a poco a poco sta cambiando il suo manto con i colori autunnali. Mentre proseguiamo vediamo arrivare da dietro con un passo veloce Lorenzo il quale avendo avuto un guasto alla macchina partendo da Roma non ha voluto comunque mancare all’appuntamento. Recuperato un altro mezzo e con delle brevi spiegazioni telefoniche ci ha raggiunti. Grande!

    Lungo il percorso alcuni momenti di sosta oltre a darci la possibilità di ammirare la natura hanno concesso a quelli che da un po’ di tempo non si cementavano in un tracking di recuperare le forze. Lo spirito del gruppo si è dimostrato ancora una volta ad unisono nell’essere solidali con tutti per raggiungere insieme la meta. Qualcuno una volta raggiunta la cima ha detto che se non ci fosse stata questa attenzione forse non c’è l’avrebbero fatta.

    Ammirando il bel panorama si è consumato uno spuntino, fatte delle foto, e riposati. Una trentina di minuti sono bastati per rinfrancare il fisico, dopo di che ci siamo avviati per il ritorno. Lungo la meno impegnativa discesa c’è stato il tempo per conoscerci e costruire fra tutti un rapporto di amicizia fra giovani e meno. Di tanto in tanto qualcuno faceva una battuta spiritosa facendo scaturire una risata collettiva. Una volta raggiunti i nostri amici alla chiesetta ci siamo messi ai preparativi per compiere il rito. Chi a cercare legna chi a tagliare le salsicce chi a deporle sopra la vivace brace. In pochi minuti i nostri palati gustavano le prelibatezze. Meglio di così non si poteva concludere una giornata di per se già bella. Gli ultimi raggi di sole ancora scaldavano facendo intrattenere alcuni di noi ancora per un po’. Tutti gli altri si sono avviati al punto di partenza.

    P.S. Per vedere altre foto dell'escursione clicca sulla collonnina di ds: "GUARDA TUTTE LE FOTO DEL BLOG"

    lunedì, settembre 10, 2007

    MONTE FONTECELLESE (1626 M)



    Ben tornati a tutti dalle vostre vacanze. Ricomincia domenica 16 settembre la prima uscita dell'anno 2007/8 le escursioni mensili. META MONTE FONTECELLESE (1626 m). Questa gita l'avevo messa in calendario anche l'anno scorso ma per causa del brutto tempo non siamo riusciti a portare a termine. Quindi la ripropongo. Appuntamento ore 7,30 all'uscita della metro B di piazza Bologna di fronte alle poste. Partenza per carsoli percorrendo l'autostrada Roma L'Aquila, (chi vuole può farsi trovare all'uscita del casello di CARSOLI alle 8,30) Questo itinerario si può dividere in due tappe: Prima Tappa: da Villa Romana (826 m) alla chiesetta di S. Martino 1049 m Dislivello : 223 m - 0,40 h ove si gode un suggestivo panorama che spazia su tutta la Piana del Cavaliere (qui c'è un area attrezzata per fare la brace (invito tutti a portare qualche salsiccia o altro per fare un ottimo pic-nic, naturalmente un pò di birra non guasta). Secoda Tappa: Chi vuole proseguire l'escursione con poco più di 1 h può raggiungere la cima del Monte Fontecellese da dove la vista ha un più ampio respiro . DESCRIZIONE Da Carsoli si sale poi alla piccola frazione di Villa Romana (826 m.s.m.) - S. Martino (1049 m.s.m.) - Monte Fontecellese (1623 m.s.m.) * Tempo: 0.40 h a S. Martino - 2.15 h al Monte Fontecellese * Il ritorno sino a Villa Romana richiede 1.45 h di cammino dal M. Fontecellese, solo una mezz'oretta da S.Martino. * Difficoltà: facile/medio * Segnavia: parziale, rosso * Valori ambientali prevalenti: querceto misto a carpino - nocciolo - acero minore - sorbo montano - sorgenti - panorama - fauna forestale e montana. Ciao Domenico Domenico Salmaso (Dono) Via Sabrata, 8 00198 Roma Tel. 06-86320107 Cell. 3483956469 e-mail: domenicacondomenico@yahoo.it Blog: http//domenicacondomenico.blogspot.com

    lunedì, agosto 27, 2007

    La Traversata dei Liskamm (Monte Rosa)




    Finalmente questo 18 agosto 2007 dopo un attesa di tre anni, siamo riusciti a compiere con delle condizioni meteo molto favorevoli la traversata dei Lyskamm. È stata un’esperienza indimenticabile.
    Con Donato Chiampi di Verona (compagno da tanti anni di scalate su ghiaccio e roccia) e Siegfried Komorek di Hockenheim (Germania) ci siamo avventurati in questa scalata.
    Che dire della traversate dei Lyskamm... Immaginate di camminare su una lama di coltello bianco con un panorama mozzafiato che non permette di distogliere lo sguardo dai ramponi! Dal Rifugio Gnifetti (3647 m) siamo partiti alle 5,30 risalendo alla luce delle nostre frontali il ghiacciaio del Lys fino al Colle del Lys (4250 m). Lasciando sulla nostra destra la marcata traccia che porta alla Capanna Margherita abbiamo raggiunto la base della nevosa Cresta Est. Prima di affrontarla, ci siamo concessi una breve pausa per bere un po’ di tè caldo e mangiare alcuni pezzetti di cioccolata fondente. Nel frattempo l’alba cominciava ad illuminare una ad una tutte le cime del Monte Rosa creando tutto intorno un ambiente surreale, fantastico molto difficile da descrivere a parole. Cominciamo a scalare. L’attacco della prima Cresta ha una pendenza di circa 45 gradi, davanti a noi due guide con i propri clienti ci hanno aiutato nel seguire la traccia. Dapprima ci siamo mantenuti sul filo, e in seguito scendendo anche di qualche passo sulla precipitante parete nord per non dar troppa confidenza alle suggestive ma infide cornici di neve che il vento delle alte quote ha disegnato lungo tutto lo spartiacque della montagna. Successivamente il pendio della cresta si è addolcito sino a spianare creando così, un susseguirsi di saliscendi molto affilati ed aerei anch'essi percorsi sul filo. Si ha distinta la percezione del vuoto. L’ambiente è grandioso, i ghiacciai pensili del versante settentrionale, la tormentata lingua del Grenzgletscher, mentre in fondo si intravedono come formichine le colonne di alpinisti in marcia alla volta della Capanna Margherita. Un brevissimo passaggio su roccia ci porta alla vetta orientale e alla sua croce semisepolta dalla neve: il punto culminante dei Lyskamm la cima orientale (4527 m.). Qui il panorama è a 360° e con il celo terso abbiamo ammirato tutte le più belle cime, dal Cervino al Monte Bianco dal Gran Paradiso fino in fondo al Monviso e tutta la catena delle montagne Svizzere. Le foto non si sono risparmiate per immortalare questo dono specialissimo avuto in questa giornata. Poche sono le volte in cui ci sono delle condizioni cosi favorevoli nel compiere questa traversata. Infatti spesse volte in questo itinerario il forte vento e la presenza di cornici sono tra le principali difficoltà che posso rendere ancora più difficile il percorso di questa cresta tra le più belle ed ambite delle alpi. Dopo aver dato omaggio alle meraviglie circostanti ci siamo prestati con attenzione nel proseguire in quello che è l’inizio della vera traversata in cresta verso la cima occidentale (4481 m). La cresta per tutta la sua lunghezza di circa 4 km, si è presentata molto aerea ed affilata da seguire fedelmente. Abbiamo proceduto con un passo puntando saldamente i ramponi uno davanti all’altro per quanto si presentava sottile in certi tratti. La piccozza ben puntata a monte ci dava stabilità e sicurezza. La traversata ha presentato alcuni tratti di misto con difficoltà di (III) superando un gruppo di roccette in leggera discesa e un più considerevole risalto roccioso. Continuando su terreno misto alternando passaggi su roccia, neve e ghiaccio siamo arrivati nella cima occidentale. Qui ci concediamo un pò di riposo godendoci un caldo sole. Quanto ci sarebbe piaciuto rimanere a lungo in quel posto di “paradiso” senza dover fare i conti con il tempo per la discesa. Consumando quei pochi minuti che ci siamo concessi per rimanere in vetta riprendiamo la discesa scendiamo la ripida parete Ovest del Lyskamm occidentale, rimanendo vicini al costone roccioso che delimita la parete abbiamo raggiunto così a breve il Colle del Felik (4061 m.). Possiamo vedere anche in lontananza i nostri passi impressi nella neve. Nel Colle del Felik incrociamo la frequentata traccia della via normale al Castore. Prima di proseguire lungo questa traccia che ci avrebbe condotti in breve al rifugio Quintino Sella (3585 m.) ci concediamo un ultimo riposo facendoci baciare dal sole stesi sulla neve. Ci siamo fatti scattare alcune foto da degli alpinisti Spagnoli con dietro le nostre spalle i Lyskamm per ricordare la nostra impresa. Giunti al Quintino Sella abbiamo calcolato che la traversata tra rifugio e rifugio (circa 7 Km) ci ha impegnato per circa sei ore e mezza. La gioia e la soddisfazione nei nostri volti erano incontenibili, una stretta di mano reciproca e un abbraccio sono stati i segni della fiducia e della stima che ognuno aveva verso l’altro. Seguiamo ora l'obbligato percorso attrezzato con funi e ponticelli che velocemente ci porta a raggiungere gli impianti della seggiovia della
    Bettaforca (2680 m).

    La Traversata dei Lyskamm (Monte Rosa)





    La Traversata dei Lyskamm (Monte Rosa)





    La Traversata dei Lyskamm (Monte Rosa)





    La Traversata dei Lyskamm (Monte Rosa)