lunedì, agosto 27, 2007
PowerPoint di TUTTE LE ESCURSIONI 2006/7
Ho preparato un PowerPoint di tutte le escursioni fatte nel 2006-7.
E' un pò pesante 100 MB perché non ho avuto il tempo di ridimensionare le foto.
Per chi lo volesse scaricare basta che clicchi sul link sotto.
http://idisk.mac.com/daniele.amurri-Public/ppt_dcd.zip
lunedì, luglio 23, 2007
Semprevisa The End
PIAN DELLA FAGGETTA
LUNGO IL SENTIERO NELLA FAGGETTA
VETTA DEL SEMPREVISA
FONTE SAMBUCO
FONTE SAMBUCOP.S. per vedere tutte le altre foto clicca su:
GUARDA TUTTE LE FOTO DEL BLOG (sulla collonina a DX)
giovedì, luglio 19, 2007
lunedì, luglio 16, 2007
IN SOLITARIA SUL CENTENARIO
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In vetta al Monte Camicia
Nei giorni successivi il 29 giugno scorso, che insieme a Paolo ho percorso una buona parte del sentiero del Centenario al Gran Sasso, (ci siamo fermati alla cima del Monte Prena per poi scendere lungo la via dei laghetti), si è fatta strada In me ripensando al quei momenti, la voglia di riprovare a ripercorrerlo in solitaria e integralmente. Cioè da Vado di Corno fino alla cima del Monte Camicia e scendere al rifugio di Fonte Vetica. L’occasione si è presentata sabato 14 luglio, le condizioni meteo segnalavano tempo buono e anch’io mi sentivo in buona forma.
Partenza da Roma verso le 3 del mattino con arrivo all’attacco del sentiero verso le 5. Faceva ancora buio e il cielo era un manto di stelle. Anche se munito di lampada frontale ho preferito aspettare e incamminarmi con il sorgere dell’aurora che è arrivata all’incirca intorno alle 5.30. Salgo accompagnato dall'aurora che colora di rosso il Corno Grande. Uno spettacolo tanto quotidiano quanto sconosciuto. Ogni tanto mi giro e butto lo sguardo sul punto dove ho lasciato la macchina per vedere se qualche altro escursionista fosse intenzionato a percorrere lo stesso itinerario. Non vedo nessuno. Be!, volevo andare in solitaria, eccomi accontentato. Poco prima delle 7 sono sulla cima del Monte Brancastello. Un vento abbastanza forte mi accoglie. Cerco inutilmente di ripararmi un po’ scendendo dalla cima verso il Vado di Piaverano. Per un momento penso al resto del percorso e ai passaggi soprattutto quelli in cresta da affrontare con un vento così. Decido di continuare fin sotto le Torri di Casanova e poi deciderò il da farsi. Per fortuna il vento cessa e con decisione mi aggrappo alla scaletta metallica e alle successive corde fisse per superare le Torri fino a raggiungere Forchetta di S. Colomba. Sono passate le 9 da qualche minuto. La parte un po’ più alpinistica del percorso inizia adesso. Essendo solo cerco con molta attenzione di affrontare ogni passaggio. Proseguendo con saliscendi su creste a volte strapiombanti raggiungo anche la cima di Monte Infornace. Mi fermo per un breve ristoro e qualche foto. Mi circonda un suggestivo ambiente minerale. I sentiero diventa come già conoscevo un po’ più instabile e si stende lungo pareti mozzafiato e bizzarre guglie calcaree. Superate alcune placche brecciose giungo ad una sella per poi risalire il ripido pendio prima di arrivare in vetta la Monte Prena. L’orologio sena le 10.33. Sulla vetta per alcuni minuti mi fa compagnia un escursionista (il primo della giornata) salito dalla miniera abbandonata. Mi faccio fare un paio di foto e gli chiedo notizie sul percorso che avrei dovuto intraprendere da li a poco. Lo conosceva bene e ho avuto delle informazioni dettagliate. La stanchezza cominciava a farsi un pò sentire e pensando ancora al lungo tratto da fare mi impongo di rimanere concentrato anche se non ci sono delle difficoltà oggettive. Dopo qualche manciata di frutta secca e alcune sorsate di te comincio a scendere verso nord per una ripida falda detritica fino a raggiungere il Vado di Ferruccio. Sono le 11.13. Guardo verso la cima del Monte Camicia e la vedo lontana, stringo i denti per questo ultimo tratto. Alle 12.32 dopo circa 7 ore di cammino sono in vetta al Monte Camicia. Dalla cima la vista è strepitosa, lo sguardo spazia dalle più belle catene dell’ Appennino Centrale al mare. Una gioia profonda mi invade, l’ambiente che mi circonda e gli escursionisti che incontro sulla cima coronano questo momento. Mi raccolgo per un istante e pronuncio in silenzio una preghiera. Cerco di immortalare il tutto con delle foto. Con calma poi mangio qualche cosa e mi riposo prima di affrontare la discesa. Alle 13.10 parto e alle 14.05 sono a Fonte Vetica. Incontro una giovane coppia di Pescara e gli chiedo uno strappo per riprendere la macchina, naturalmente ricompensato da una birra. Al bar dell’ostello di Campo Imperatore con loro festeggio la giornata. Grazie ragazzi!
venerdì, luglio 06, 2007
22 Luglio M. Semprevisa


Monte Semprevisa (1.536 m)
Dislivello: 710 m
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti
Difficoltà: E - vedi siegazione sulla colonnina di dx
LEGENDA DELLE DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE
Da Carpineto Romano, l’itinerario prevede una prima tappa al Pian della Faggeta ed una seconda al Piano dell’Erdigheta.

Seguendo la direzione che conduce alla vetta del Monte Erdigheta, si incontra il sentiero che sale a Roccagorga; da qui, svoltando a destra in direzione della cima del Semprevisa, si prosegue tangendo l’Abisso Consolini e si giunge infine al Semprevisa (1.536 m s.l.m.).
La discesa, di poco più di un’ora, prevede un passaggio lungo la cresta boscosa e lungo la Sella del Semprevisa per poi scendere lungo il sentiero che conduce alla cisterna dell’Acqua Mezzavalle; da qui si raggiunge nuovamente il Pian della Faggeta e ci si ricongiunge al punto di partenza.lunedì, luglio 02, 2007
AMORE PER IL MONTE VELINO

Camminando lungo le valli, le creste e i canaloni o canalini di questo massiccio, provo ogni volta delle senz’azioni profonde, come se la natura mi avvolge e mi facesse respirare con i suoi stessi polmoni. Più volte durante l’anno ritorno perché ne sento la sua mancanza. La breve distanza da Roma mi facilita molto e mi stimola a ritornarci spesso. Un altro amore che mi spinge in quei luoghi sono i buoni dislivelli e sviluppi che ci sono in tutti i sentieri. Richiedono sempre un certo impegno ma mi danno una molta soddisfazione dal punto di vista atletico. Dalla cima del Velino poi ho potuto ammirare in vari momenti, quando ho trovato giornate con il cielo terso, la visuale che si gode, arriva sui mari Tirreno ed Adriatico, sui Monti Simbruini, Ernici, Terminillo, Gran Sasso e Maiella.
Insomma non sarà il Gran Sasso o meno ancora le dolomiti o le alpi, ma nel suo insieme è in ogni modo una bella montagna, per chi la sa accogliere diventare un vero amore.
Domenico
sabato, giugno 30, 2007
Sentiero del Centenario al Gran Sasso
VETTA DEL PRENA
INIZIO TORRI DI CASANOVA
DA VADO DI CORNO VERSO IL BRANCASTELLODomenico
lunedì, giugno 18, 2007
Musica, Montagna, Mare, un tris vincente per questo wee-kend.





Trascorrere una serata insieme con ragazzi di età diverse, alcuni ancora liceali altri professionisti non è stato un problema. Lo spirito che anima queste uscite è quello di conoscere persone nuove amanti della montagna e di cercare con loro di costruire un rapporto di amicizia che duri nel tempo fatto di attenzione gli uni verso gli altri in un ambiente naturale.
Condividere l’alloggio per la notte, fare la spesa e cenare tutti insieme condividendo le nostre cose, parlare e scherzare, sentire il concerto e finendo il tutto gustando un buon gelato, sono stati tutti momenti per conoscerci e dare subito un buon affiatamento al gruppo.
Il giorno dopo anche se con un certo ritardo siamo arrivati a Torre Paola, punto d’incontro con tutti gli altri (più di venti persone) provenienti da Roma, da Latina, da Formia, in tutto eravamo una trentina, metà ragazze e metà ragazzi, tutti giovani con l’eccezione di Pietro avendo qualche anno in più ma non di certo come prestazione atletica. Subito i saluti e le presentazioni con tutti in modo particolare con i nuovi, circa una quindicina. Terminata l’accoglienza ci siamo incamminati lungo il sentiero. Da subito come spesso succede, si sono formati due gruppi, uno con i più spediti e uno con che vista la lunga giornata se la sono presa più comodamente. Il caldo e il percorso impegnativo si sono fatti sentire fin dall’inizio ma nessuno per questo ha mollato. Dopo il primo tratto ripido nel bosco, siamo usciti in cresta e davanti a noi si è spalancato un panorama straordinario. Dai laghi costieri fino alle isole Pontine ( Palmarola, Ponza, Zannone, Ventotene e Santo Stefano). Qui la pausa è stata obbligatoria per ammirare lo scenario e scattare alcune foto. Lungo tutta la cresta, questo ambiente di straordinaria bellezza ci ha sempre accompagnato allietando con la sua presenza le nostre fatiche. Lungo il percorso, ci siamo trovati ad affrontare dei tratti un po’ più impegnativi. Alcuni di noi non molto esperti e con qualche problema di vertigini con l’aiuto che tutti si sentono in dovere di prestare in momenti di bisogno sono riusciti a superarli. Con calma e prudenza, dopo circa tre ore di cammino anche gli ultimi sono arrivati sulla cima. Soltanto tre ragazze hanno preferito rimanere nella cosiddetta “anticipa” perché stanche e comunque appagate per aver raggiunto quel punto. Ci avrebbero aspettato li al nostro ritorno gustandosi nel frattempo il sole e il panorama. Arrivati in cima ci siamo accorti della mancanza di alcuni facenti parte del primo gruppo essi avevano già preso la via del ritorno per un altro sentiero che completa l’anello. Non hanno saputo resistere al desiderio di fare al più presto un tuffo in mare dopo tanto sole e caldo. Per cui niente foto di tutto il groppone sulla vetta. La vista dalla cima ha catturato in modo totale i nostri occhi che a 360° osservavano in tutte le direzioni. Il verde delle piante, l’azzurro del cielo, il grigio delle pareti di rocce a strapiombo sul blù del mare, il sole splendente che illuminava il tutto, ci ha dato l’impressione di essere inseriti in un bellissimo dipinto. In questa incantevole scenario abbiamo consumato con calma i nostri pranzi. Dopo esserci sufficientemente riposati, con un po’ di malincuore abbiamo dovuto lasciare la piccola oasi di paradiso per iniziare la discesa. Lungo la via del ritorno abbiamo recuperato le nostre a tre amiche sedute a gustarsi il sole. Con prudenza e cautela siamo pian piano scesi raggiungendo gli altri sulla spiaggia per goderci il meritato bagno ristoratore. Dopo esserci rinfrescati abbiamo trascorso le ultime ore della giornata prendendo l’ultimo sole, giocando a carte e conversando. È stato un bel fine settimana per tutti all’insegna dello sport e dell’amicizia. Il desiderio manifestato nei saluti finali è stato quello di poterci ritrovare tutti e con altri il mese prossimo per una nuova camminata lungo i sentieri di una montagna.
Altre foto le potete vedere cliccando a dx "Guarda tutte le foto del Blog"
domenica, giugno 10, 2007
Monte Navegna visto da Pino
Ciao
Giuseppe (Pino) Piermarini
venerdì, giugno 08, 2007
DUE TAZZINE DI CAFFE'

martedì, giugno 05, 2007
nordic-walking



Una nuova buona scusa per camminare.
Non si vive per fare sport, ma si fa sport per vivere meglio. Camminare con i bastoncini è un’attività sportiva sana e naturale che può essere praticata ovunque, durante tutto l’anno e a tutte le età.
Si cammina da soli o in compagnia, in silenzio o chiacchierando, si può camminare per poco tempo come per giorni interi.
Una volta era uno dei pochi modi per spostarsi: si camminava da soli o in gruppo perché era appagante, per dare un senso a qualche ricorrenza, per raggiungere dei luoghi di pellegrinaggio, per smaltire qualche eccesso alimentare. Il benessere ha portato tante belle cose, ma anche tanta pigrizia. Con i suoi pessimi frutti: dall’obesità alle malattie cardiovascolari.
Oggi nel mondo milioni di persone camminano con i bastoncini, basti pensare che le vendite di bastoni in estate ha superato quelle dell’inverno». Non resta che provare.
lunedì, maggio 28, 2007
Navegna OK!





Conviene prenderla con calma anche perché ci sono persone non allenate che dopo i primi passi iniziano già a boccheggiare e li sento dire: meno male che mi avevano detto che era una gita di media difficoltà!
Anche i più preparati faticano un po’!
Oggi sarà dura!
Entusiasmo, incoraggiamenti, grinta e caparbietà dimostrata non sono mai mancati lungo tutto il percorso.
Con passo regolare e facendo brevi soste ci ha portati tutti fino a Fonte le Forche.
Il panorama che si è goduto lungo tutta l'ascensione sul lago del Turano, ha compensato la fatica.
Nell'aria si sentivano profumi intensi di mentuccia, rosa selvatica, origano .
Noi cittadini facciamo quasi fatica a sentire questi profumi così lontani da quelli di ogni giorno!
A Fonte le Forche il gruppo si è diviso in due parti. Quattro hanno preferito fermarsi e godersi quel poco di sole che la giornata offriva gustandosi un buon panino, tutti gli altri dopo la sosta, sono ripartiti verso la vetta.
Con tempi diversi siamo riusciti ad arrivare tutti sulla cima del monte Navegna.
La gioia impressa sul volto di tutti copriva la smorfia di fatica.
Qui il colpo d'occhio sul panorama si è aperto a 360°, da una parte il lago del Turano e dall'altra Il lago del Salto. In lontananza si intravedevano anche se velati da un pò di foschia i monti della Duchessa e il Velino. Uno spettacolo unico per la sua bellezza. Purtroppo il cielo è coperto e c’è un po’ di vento che non ci permette di fermarci più di tanto.
Con una certa calma ci prestiamo a consumare le meritate vivande e a scattare alcune foto. Ancora qualche minuto necessario per rimetterci a posto e poi via per il ritorno.
Man mano che si scendeva, il tempo nonostante le previsioni meteo continuava a reggere, anzi un pò si portava al bello.
Giunti a Fonte le Forche nel cielo era uscito il sole. Abbiamo approfittato per fare una sosta. E' stata l'occasione per dissetarci e scambiare delle impressioni sulla giornata.
Riporto una riflessione lasciata da Berardo:
Ad un certo punto mi volto indietro e mi ritrovo distanziato dal gruppetto che seguiva perché si sono fermati con due ritardatari.
Così decido di fermarmi su una roccia ad aspettare.
E’ stato un momento “magico”!
Da un lato lo sguardo si perdeva nel verde dei pini, dall’altro tutta la veduta dell’ampio lago. Silenzio assoluto rotto solo dal vento e dal cinguettare degli uccellini.
Tutta la bellezza della natura mi è apparsa in modo così netto da farmi dimenticare tutte le brutture che pure ci sono.
Sono stati pochi attimi e poi ecco arrivare tutti gli altri e con loro ridiscendere verso il mondo! Come a dire che le cose belle si possono vivere anche da soli ma quelle meno belle è necessario viverle insieme!!
Ripreso fiato, ci siamo incamminati per affrontare l'ultimo tratto di discesa.
Nello scendere prendiamo un sentiero diverso da quello fatto nel salire, consigliati da una guardia parchi incontrato durante la salita. Ci fa scende dritti lungo la valle costeggiando il Fosso di Valloppio. Ci sembra più bello di quello fatto nel salire forse perché c’è un sole deciso e soprattutto perché siamo sulla via del ritorno!
Si scende allegramente chiacchierando delle cose più varie, ad cento punto riusciamo a fare pure una pausa caffé offerto dalla solita previdente Francesca.
Arriviamo alla fine del sentiero in un punto più in basso da dove abbiamo lasciato le macchine e così ci aspetta un altro piccolo sforzo.
Oggi è stata dura, quasi 6 ore di cammino tra l’andata ed il ritorno, però siamo felici perché in tanti siamo riusciti ad arrivare in vetta!!
Ripartiamo in direzione diverse ma l’impegno è quello di trovare un bar per una birretta insieme, un classico della fine delle escursioni!
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giovedì, maggio 10, 2007
27 Maggio M. Navegna (1508 m)
Fonte Le Forche
Veduta sul Lago del TuranoDislivello: 738 m
Tempo di percorrenza: A/R 5h
NOTE: se la giornata è particolarmente soleggiata e calda, portare una buona scorta d'acqua, un cappellino, occhiali da sole ed eventualmente delle creme protettive.
La Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia copre un territorio di 1.350 ettari, il paesaggio montagnoso, tipico delle parti piu alte della Sabina. Il paesaggio vegetale della Riserva è costituito da rigogliosi boschi di quercia, castagno, faggio ed estesi pascoli.
La vetta più alta di questo territorio è il monte Navegna, seguito dal Monte Cervia. I due massicci sono tagliati dalle gole dell'Obito, valle fluviale di notevole bellezza caratterizzata da una profonda forra che si allarga man mano che dalle rocce calcaree scivola verso le più tenere marne.
Gli animali simbolo del territorio sono tre: l'aquila reale, il lupo e il gatto selvatico. Tra i rapaci è comune la poiana, il gheppio e più raro lo sparviero.
Dalla vetta è possibile ammirare, oltre al panorama del Turano che ci ha accompagnati per tutta la salita, anche l’altro versante con il Lago del Salto. Si riconoscono molte delle cime caratteristiche del Lazio e dell’Abruzzo. Si distinguono molto bene anche il Monte Soratte sul versante del Turano e più in lontananza il Gran Sasso sul versante del Salto.



