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lunedì, giugno 18, 2007

Musica, Montagna, Mare, un tris vincente per questo wee-kend.






Sabato pomeriggio siamo partiti in sette da Roma per recarci a Fondi (LT) per assistere al concerto del Gen Rosso. Eravamo quattro ragazzi e tre ragazze, di cui tre venivano per la prima volta.
Trascorrere una serata insieme con ragazzi di età diverse, alcuni ancora liceali altri professionisti non è stato un problema. Lo spirito che anima queste uscite è quello di conoscere persone nuove amanti della montagna e di cercare con loro di costruire un rapporto di amicizia che duri nel tempo fatto di attenzione gli uni verso gli altri in un ambiente naturale.
Condividere l’alloggio per la notte, fare la spesa e cenare tutti insieme condividendo le nostre cose, parlare e scherzare, sentire il concerto e finendo il tutto gustando un buon gelato, sono stati tutti momenti per conoscerci e dare subito un buon affiatamento al gruppo.
Il giorno dopo anche se con un certo ritardo siamo arrivati a Torre Paola, punto d’incontro con tutti gli altri (più di venti persone) provenienti da Roma, da Latina, da Formia, in tutto eravamo una trentina, metà ragazze e metà ragazzi, tutti giovani con l’eccezione di Pietro avendo qualche anno in più ma non di certo come prestazione atletica. Subito i saluti e le presentazioni con tutti in modo particolare con i nuovi, circa una quindicina. Terminata l’accoglienza ci siamo incamminati lungo il sentiero. Da subito come spesso succede, si sono formati due gruppi, uno con i più spediti e uno con che vista la lunga giornata se la sono presa più comodamente. Il caldo e il percorso impegnativo si sono fatti sentire fin dall’inizio ma nessuno per questo ha mollato. Dopo il primo tratto ripido nel bosco, siamo usciti in cresta e davanti a noi si è spalancato un panorama straordinario. Dai laghi costieri fino alle isole Pontine ( Palmarola, Ponza, Zannone, Ventotene e Santo Stefano). Qui la pausa è stata obbligatoria per ammirare lo scenario e scattare alcune foto. Lungo tutta la cresta, questo ambiente di straordinaria bellezza ci ha sempre accompagnato allietando con la sua presenza le nostre fatiche. Lungo il percorso, ci siamo trovati ad affrontare dei tratti un po’ più impegnativi. Alcuni di noi non molto esperti e con qualche problema di vertigini con l’aiuto che tutti si sentono in dovere di prestare in momenti di bisogno sono riusciti a superarli. Con calma e prudenza, dopo circa tre ore di cammino anche gli ultimi sono arrivati sulla cima. Soltanto tre ragazze hanno preferito rimanere nella cosiddetta “anticipa” perché stanche e comunque appagate per aver raggiunto quel punto. Ci avrebbero aspettato li al nostro ritorno gustandosi nel frattempo il sole e il panorama. Arrivati in cima ci siamo accorti della mancanza di alcuni facenti parte del primo gruppo essi avevano già preso la via del ritorno per un altro sentiero che completa l’anello. Non hanno saputo resistere al desiderio di fare al più presto un tuffo in mare dopo tanto sole e caldo. Per cui niente foto di tutto il groppone sulla vetta. La vista dalla cima ha catturato in modo totale i nostri occhi che a 360° osservavano in tutte le direzioni. Il verde delle piante, l’azzurro del cielo, il grigio delle pareti di rocce a strapiombo sul blù del mare, il sole splendente che illuminava il tutto, ci ha dato l’impressione di essere inseriti in un bellissimo dipinto. In questa incantevole scenario abbiamo consumato con calma i nostri pranzi. Dopo esserci sufficientemente riposati, con un po’ di malincuore abbiamo dovuto lasciare la piccola oasi di paradiso per iniziare la discesa. Lungo la via del ritorno abbiamo recuperato le nostre a tre amiche sedute a gustarsi il sole. Con prudenza e cautela siamo pian piano scesi raggiungendo gli altri sulla spiaggia per goderci il meritato bagno ristoratore. Dopo esserci rinfrescati abbiamo trascorso le ultime ore della giornata prendendo l’ultimo sole, giocando a carte e conversando. È stato un bel fine settimana per tutti all’insegna dello sport e dell’amicizia. Il desiderio manifestato nei saluti finali è stato quello di poterci ritrovare tutti e con altri il mese prossimo per una nuova camminata lungo i sentieri di una montagna.

Altre foto le potete vedere cliccando a dx "Guarda tutte le foto del Blog"



domenica, giugno 10, 2007

Monte Navegna visto da Pino


Domenica 20 maggio 2007, nonostante annunci di pioggia, eccoci insieme per quella che è stata una magnifica passeggiata al Monte Navegna. La riserva naturale dei Monti Navegna e Cervia estesa per 3500 ettari e istituita con L. R: 9 settembre 1988 n° 56 nonostante quote non elevatissime ( intorno ai 1500 m) offre scorci notevoli come quello dai ruderi di Mirabella e non ha nulla da invidiare a montagne anche più alte. Sono presenti piante e sparvieri, aquila reale e coturnice ed anche il lupo è segnalato. Non li abbiamo visti (è difficile!) ma in compenso tra un’orchidea e l’altra abbiamo ammirato le fioriture del sorbo montano, del maggio ciondolo e dell’asfodelo giallo, o le foglie del veratro. Al ritorno, lungo il sentiero che chiudeva l’anello, con stupenda vista sul lago del Turano invece, ecco ginestra, ligustro e terebinto che hanno approfittato dell’esposizione favorevole. Tutto ciò mentre un’averla piccola ci è sfrecciata davanti. Insomma giro di grande soddisfazione! Allora…. Alla prossima domenica con domenico!

Ciao

Giuseppe (Pino) Piermarini

venerdì, giugno 08, 2007

DUE TAZZINE DI CAFFE'


Un giorno, un professore di filosofia, iniziò la sua lezione posando sulla cattedra un grande barattolo di vetro vuoto e, senza dire una parola, lo riempì di palline da golf. (Poi chiese agli studenti se pensavano che il barattolo fosse pieno e loro risposero di sì. Allora il professore prese una scatola di sassolini e li versò dentro al barattolo. Lo agitò leggermente e i sassolini andarono a riempire gli spazi vuoti tra le palline da golf. Poi chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e tutti dissero di sì. Quindi il professore prese un sacchetto di sabbia e la versò nel barattolo. Naturalmente la sabbia riempì tutto lo spazio che restava. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti in coro risposero di sì. Infine il professore tirò fuori due tazzine di caffè da sotto la cattedra e ne versò il contenuto nel barattolo riempiendolo totalmente. Gli studenti risero di gusto. «Questo barattolo – disse il professore - rappresenta la vostra vita. Le palline da golf sono le cose più importanti: la fede, la famiglia, i figli, la salute, gli amici e le passioni più grandi. Se tutto il resto andasse perduto e solo queste cose rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza come il lavoro e la casa. La sabbia rappresenta tutto il resto, le cose di poco conto. Se versate per prima la sabbia nel barattolo, non ci sarà più spazio per i sassolini e le palline da golf. Se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie per le cose di poco conto non avrete mai spazio per le cose più importanti. Non dimenticate quali sono le cose fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri bambini, prendetevi il tempo necessario per tenere sotto controllo la vostra salute; uscite a cena con la persona che amate. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa o per sistemare l’antenna della TV. Abbiate cura prima di tutto delle palline da golf; stabilite le vostre priorità. Il resto è solo sabbia». Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il caffè. Il professore rispose: «Sono contento che tu l’abbia chiesto. Vuole solo mostrare che non importa quanto piena possa sembrare la tua vita, ci sarà sempre spazio per due tazzine di caffè con un amico».

martedì, giugno 05, 2007

nordic-walking




Una nuova buona scusa per camminare.
Si chiama nordic-walking e consiste semplicemente nel camminare, e non solo, con i bastoncini. Convincerà anche i più se-dentari?
Non si vive per fare sport, ma si fa sport per vivere meglio. Camminare con i bastoncini è un’attività sportiva sana e naturale che può essere praticata ovunque, durante tutto l’anno e a tutte le età.
Si cammina da soli o in compagnia, in silenzio o chiacchierando, si può camminare per poco tempo come per giorni interi.
Una volta era uno dei pochi modi per spostarsi: si camminava da soli o in gruppo perché era appagante, per dare un senso a qualche ricorrenza, per raggiungere dei luoghi di pellegrinaggio, per smaltire qualche eccesso alimentare. Il benessere ha portato tante belle cose, ma anche tanta pigrizia. Con i suoi pessimi frutti: dall’obesità alle malattie cardiovascolari.
Oggi nel mondo milioni di persone camminano con i bastoncini, basti pensare che le vendite di bastoni in estate ha superato quelle dell’inverno». Non resta che provare.

lunedì, maggio 28, 2007

Navegna OK!






Anche questa domenica 27 maggio, pur con un tempo incerto, non ci siamo fatti scoraggiare e in 25 siamo partiti per la salita sul monte Navegna. Il gruppo oggi si è arricchito di 5 nuove persone. Benvenuti!!
La salita si è svolta lungo il sentiero che parte dalla parte alta del paese dove finisce la strada dopo la caserma dei carabinieri, (grossa scritta NAVEGNA sul muro). Da qui parte anche la sterrata che porta alle Gole dell'Ovido. Il cielo è coperto e fa un caldo afoso che iniziamo a sentire da subito: il sentiero parte in salita.
Conviene prenderla con calma anche perché ci sono persone non allenate che dopo i primi passi iniziano già a boccheggiare e li sento dire: meno male che mi avevano detto che era una gita di media difficoltà!
Anche i più preparati faticano un po’!
Oggi sarà dura!
Entusiasmo, incoraggiamenti, grinta e caparbietà dimostrata non sono mai mancati lungo tutto il percorso.
Con passo regolare e facendo brevi soste ci ha portati tutti fino a Fonte le Forche.
Il panorama che si è goduto lungo tutta l'ascensione sul lago del Turano, ha compensato la fatica.
Nell'aria si sentivano profumi intensi di mentuccia, rosa selvatica, origano .
Noi cittadini facciamo quasi fatica a sentire questi profumi così lontani da quelli di ogni giorno!
A Fonte le Forche il gruppo si è diviso in due parti. Quattro hanno preferito fermarsi e godersi quel poco di sole che la giornata offriva gustandosi un buon panino, tutti gli altri dopo la sosta, sono ripartiti verso la vetta.
Con tempi diversi siamo riusciti ad arrivare tutti sulla cima del monte Navegna.
La gioia impressa sul volto di tutti copriva la smorfia di fatica.
Qui il colpo d'occhio sul panorama si è aperto a 360°, da una parte il lago del Turano e dall'altra Il lago del Salto. In lontananza si intravedevano anche se velati da un pò di foschia i monti della Duchessa e il Velino. Uno spettacolo unico per la sua bellezza. Purtroppo il cielo è coperto e c’è un po’ di vento che non ci permette di fermarci più di tanto.
Con una certa calma ci prestiamo a consumare le meritate vivande e a scattare alcune foto. Ancora qualche minuto necessario per rimetterci a posto e poi via per il ritorno.
Man mano che si scendeva, il tempo nonostante le previsioni meteo continuava a reggere, anzi un pò si portava al bello.
Giunti a Fonte le Forche nel cielo era uscito il sole. Abbiamo approfittato per fare una sosta. E' stata l'occasione per dissetarci e scambiare delle impressioni sulla giornata.

Riporto una riflessione lasciata da Berardo:

Ad un certo punto mi volto indietro e mi ritrovo distanziato dal gruppetto che seguiva perché si sono fermati con due ritardatari.

Così decido di fermarmi su una roccia ad aspettare.

E’ stato un momento “magico”!

Da un lato lo sguardo si perdeva nel verde dei pini, dall’altro tutta la veduta dell’ampio lago.
Silenzio assoluto rotto solo dal vento e dal cinguettare degli uccellini.
Tutta la bellezza della natura mi è apparsa in modo così netto da farmi dimenticare tutte le brutture che pure ci sono.

Sono stati pochi attimi e poi ecco arrivare tutti gli altri e con loro ridiscendere verso il mondo! Come a dire che le cose belle si possono vivere anche da soli ma quelle meno belle è necessario viverle insieme!!


Ripreso fiato, ci siamo incamminati per affrontare l'ultimo tratto di discesa.
Nello scendere prendiamo un sentiero diverso da quello fatto nel salire, consigliati da una guardia parchi incontrato durante la salita.
Ci fa scende dritti lungo la valle costeggiando il Fosso di Valloppio. Ci sembra più bello di quello fatto nel salire forse perché c’è un sole deciso e soprattutto perché siamo sulla via del ritorno!
Si scende allegramente chiacchierando delle cose più varie, ad cento punto riusciamo a fare pure una pausa caffé offerto dalla solita previdente Francesca.
Arriviamo alla fine del sentiero in un punto più in basso da dove abbiamo lasciato le macchine e così ci aspetta un altro piccolo sforzo.
Oggi è stata dura, quasi 6 ore di cammino tra l’andata ed il ritorno, però siamo felici perché in tanti siamo riusciti ad arrivare in vetta!!
Ripartiamo in direzione diverse ma l’impegno è quello di trovare un bar per una birretta insieme, un classico della fine delle escursioni!

Per vedere altre foto cliccate sul: Guarda tutte le foto del blog

giovedì, maggio 10, 2007

27 Maggio M. Navegna (1508 m)

Area Picnic
Fonte Le Forche
Veduta sul Lago del Salto
Veduta sul Lago del Turano
Vetta Navegna
Dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, si esce al casello di Carsoli-Tagliacozzo in direzione Carsoli. Immediatamente si seguono le indicazioni per Turania , per poi incontrare quelle per il Lago del Turano. Ad una biforcazione della strada, proseguire in direzione di Rieti. Giunti a costeggiare il lago, dopo un po’ si prende a destra la strada che sale ad Ascrea. Nel paese si segue l’indicazione per la caserma dei carabinieri e si parcheggia poco dopo dove la strada finisce (770m). Una grossa scritta in rosso indica il punto di partenza.
Difficoltà e tappe intermedie: media difficoltà fino alla Fonte Le Forche 1 h e 30 (1140 m). Qui, oltre al fontanile, si trova un’area picnic ben attrezzata. (prima tappa). Da questo punto continuando ancora per 20 minuti e sempre di media difficoltà, si giunge ad un posto dove si scopre completamente un bellissimo panorama verso il lago del Turano e il paese di Castel di Tora (seconda tappa). L'ultimo tratto per arrivare in vetta richiede ancora poco più di 1 h di cammino e il sentiero si fa più ripido e quindi impegnativo.

Dislivello: 738 m

Tempo di percorrenza: A/R 5h

NOTE: se la giornata è particolarmente soleggiata e calda, portare una buona scorta d'acqua, un cappellino, occhiali da sole ed eventualmente delle creme protettive.

La Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia copre un territorio di 1.350 ettari, il paesaggio montagnoso, tipico delle parti piu alte della Sabina. Il paesaggio vegetale della Riserva è costituito da rigogliosi boschi di quercia, castagno, faggio ed estesi pascoli.
La vetta più alta di questo territorio è il monte Navegna, seguito dal Monte Cervia. I due massicci sono tagliati dalle gole dell'Obito, valle fluviale di notevole bellezza caratterizzata da una profonda forra che si allarga man mano che dalle rocce calcaree scivola verso le più tenere marne.
Gli animali simbolo del territorio sono tre: l'aquila reale, il lupo e il gatto selvatico. Tra i rapaci è comune la poiana, il gheppio e più raro lo sparviero.
Dalla vetta è possibile ammirare, oltre al panorama del Turano che ci ha accompagnati per tutta la salita, anche l’altro versante con il Lago del Salto. Si riconoscono molte delle cime caratteristiche del Lazio e dell’Abruzzo. Si distinguono molto bene anche il Monte Soratte sul versante del Turano e più in lontananza il Gran Sasso sul versante del Salto.

giovedì, aprile 26, 2007

Monte Autore mt. 1855!!






Oggi, festa della liberazione, l’ormai famoso gruppo “domenica con domenico” prova a liberarsi dell’aria pesante di Roma per andare a respirare aria salutare in montagna, monte Autore del gruppo dei Simbruini.
All’appuntamento, all’ormai famosa uscita dell’autostrada Dei Parchi, Vicovaro Mandela, siamo tanti!!
Appena fuori il casello anche se con ritardo rispetto al fatidico orario (ore 9) le numerose macchine creano un assembramento pericoloso, e non tutti sono arrivati.
Dopo un po’ di saluti, e qualche presentazione con i nuovi, ci avviamo formando un corteo di macchine Subiaco e poi verso Campo Dell’Osso.
Un po’ di pianura e quasi subito la strada si fa molto ripida perché si sale di quota!
Una delle macchine davanti a noi inizia ad emettere un preoccupante fumo bianco.
La macchina, subito dietro, fa delle segnalazioni all’ignaro (distratto) Gian Luca che si ferma immediatamente senza neanche accostare!! La strada è stretta, tutte le macchine dietro sono costrette a fermarsi e si crea un piccolo ingorgo (‘sti romani!!)!
Dopo varie osservazioni del motore la diagnosi è seria ed il responso altrettanto: la vecchia A112 non ce la farà mai a salire sino in cima, l’acqua bolle, si potrebbe buttare la pasta, ma non è l’ora giusta!!
Accostiamo l’auto in un piccolo spazio poco più avanti e prendiamo a bordo,nelle altre macchine, gli occupanti della A112 e riprendiamo la salita.
Sento il capo, Dono, telefonicamente: ci aspetta più avanti vicino agli impianti invernali del monte Livata, dove ci sono delle bancarelle e dei bar aperti.
Poco dopo arriviamo anche noi in questo piazzale. Vedere un bar fa nascere subito il desiderio di un caffè e stimola la necessità del bagno!
In un attimo spariscono quasi tutti! Il solo a preoccuparsi un po’ (quasi agitarsi) è il Giancarlo che non vede l’ora di affrontare la salita a piedi, anche perché, con occhio attento da vecchio lupo di montagna, intravede delle nuvole minacciose avvicinarsi.
Finalmente riusciamo a rimettere in macchina i numerosi partecipanti e facciamo gli ultimi chilometri per giungere all’inizio del sentiero.
Velocemente (si fa per dire )ci prepariamo alla partenza che non avviene prima delle 11,20 (orario incredibile per i montanari).
Intanto arriva la telefonata del gruppetto che, dapprima ha sbagliato strada, e poi si è rotta la macchina: stanno arrivando con l’autostop! Incredibile non si sono lasciati scoraggiare dalle avversità!
Il gruppo più numeroso, 23 persone, (alla fine conteremo 40 partecipanti all’escursione) con alla guida l’unico che conosce il sentiero, Michele, ci avvia verso la vetta.
Dono si propone di aspettare i ritardatari e poi raggiungerci.(un vero Capo deve condividere la sorte con gli ultimi!!)
Seguiamo il sentiero in mezzo a dei bellissimi ed enormi faggi interrotti da radure con bellissime chiazze di neve! Incredibile, la neve, proprio quella che non abbiamo mai trovato in tutto l’inverno!!
Oggi ci sono dei bei giocherelloni nel gruppo e così la neve ispira una bella e salutare battaglia a pallate!!
Tra una pallata e l’altra continuiamo il cammino, intanto le nuvole nere continuano ad avvicinarsi sempre di più sino a quando inizino a scaricare la pioggia. Frettolosamente si cerca negli zaini qualche cosa per ripararsi, ma non tutti ne sono provvisti, qualcuno tira fuori addirittura un ombrellino dalla propria borsa (Mary Poppins)!!
In montagna vedere qualcuno che si ripara dalla pioggia con un minuscolo ombrellino è proprio una rarità!! E’ proprio vero che:non si finisce mai di vedere e di stupirsi!
Qui, a parte me Giancarlo ed il prof., sò tutti giovani e figurati se si spaventano per un po’ di pioggia! (la cosa da notare è che in tutte le escursioni invernali di pioggia non l’ abbiamo quasi vista!)
Andiamo avanti, la pioggia aumenta di intensità per poi diminuire! Con il passo affrettato (ci fosse un riparo!!) arriviamo in uno spiazzo dove c’è una grossa croce e si diramano due sentieri: uno va in vetta al monte Autore l’altro scende verso un santuario della SS. Trinità.
Da questo Belvedere, nonostante la pioggia e le nuvole, si può ammirare uno spettacolo favoloso, tra l’altro le montagne davanti a noi sono tutte assolate, le nuvole oggi ci seguono fedelmente.
La pioggia anziché smettere si tramuta in grandine! Ci troviamo all’improvviso sotto un’intensa pioggia di sassolini di ghiaccio!
Per fortuna non ci sono i fulmini così qualche albero ci ripara, anche se parzialmente. La grandinata non accenna ad esaurirsi e così un bel gruppetto decide di tornare indietro (Anche Giancarlo A., e qui ci cade un mito della solidità e resistenza umana!!)!
Rimaniamo in pochi, decisi a salire in vetta, le avversità non potranno fermarci anche perchè non manca molto. Mentre decidiamo di salire, ecco arrivare Dono con il gruppetto di persone che erano partite poco dopo di noi, ed insieme a loro ci sono i coraggiosi che sono riusciti ad arrivare nonostante le diverse vicissitudini.
La grandine sembra smettere e così iniziamo velocemente a salire senza ripensamenti!
Con un buon passo, in poco tempo, arriviamo sino in cima( 1855mt.) quando sono circa le 13, è quindi ora di rifocillarci!!
Ci sistemiamo alla meglio e tiriamo fuori i vari cartocci con panini di tutti i tipi, tutte le forme e tutti i gusti. C’è anche chi mangia solo frutta (pochi).
Non può certo mancare la cioccolata, fondente e con le nocciole, così in pochissimo rimettiamo tutte le calorie perse!!
C’è anche chi, più pronta di altri, porta sempre un bel termos di caffé, niente di più gradito in quella situazione.
Il sole sembra voler premiare la nostra insistenza facendo capolino tra le nuvole e per pochi momenti ci riscalda. Sono pochi attimi perché ecco che nuovamente le nuvole nere si riavvicinano. Ci mettiamo in posa per la foto di rito, siamo in 19, sui 40 della spedizione.

Quando si riesce ad arrivare in vetta la discesa poi è particolarmente allegra.
Nello scendere c’è sempre qualcuno più veloce e così il gruppo si sminuzza in gruppetti più piccoli. I discorsi sono i più diversi, dal lavoro, con le difficoltà che si incontrano, gli ultimi avvenimenti, sino alle passioni (oggi abbiamo trovato dei collezionisti di tutti i film di Star Trek) .
La pioggia ci risparmia sino a quasi alla fine quando, vicino alle macchine, ecco che riprende a scendere. Accompagnerà anche le partenze che, come è facile immaginare, avviene con qualche difficoltà in più.

Anche oggi, nonostante le diverse difficoltà meteorologiche e meccaniche, abbiamo passato una giornata bellissima vissuta insieme, in amicizia (con alcuni consolidata, con altri appena iniziata), immersi nella maestosità della natura.
Spero che qualcuno dei numerosi partecipanti lasci qualche impressione sulla giornata!!

Berardo Di Marcello
(Altre foto le potete vedere nell'archivio foto sulla destra della pagina)

venerdì, aprile 13, 2007

25 Aprile Da Campo dell'Osso al Monte Autore



Da Subiaco si giunge a Monte Livata, da dove si prosegue senza deviazioni lungo la strada per Campo dell’Osso. Arrivati al termine del tratto asfaltato (1630 s.l.m.), si può parcheggiare proseguendo a piedi lungo la strada bianca.
Dopo le prime curve, sulla sinistra si incontra, ancora in costruzione, la caratteristica cupola di una stazione di montagna per ricerche scientifiche ed ambientali (1667 s.l.m.).
Continuando oltre, la strada prosegue salendo agevolmente fino ad inoltrarsi nel bosco. Si arriva quindi, dopo un altro tratto in lieve pendenza, al punto panoramico chiamato piazzale delle Vedute (1753 s.l.m.), dove vi è una grossa croce metallica.
Qui la strada termina e il sentiero prosegue salendo in maniera più ripida sulla sinistra.
Vale comunque la pena fermarsi ad ammirare il panorama eccezionale che si gode dalle Vedute, da cui si domina la vasta Valle del Simbrivio, con le alte cime del Tarino (1961 s.l.m.), del Cotento (2015 s.l.m.) e del Viglio (2156 s.l.m.) che si ergono di fronte a noi.
Ripresa la salita per il monte Autore, dopo un primo tratto di sentiero evidente che percorre la cresta, questo termina all’incirca a 1800 s.l.m. e si procede quindi a vista fino a raggiungere la vetta (1856 s.l.m.). Da qui, in lontananza, oltre alla lunga catena dei Simbruini, si scorge nitidamente il massiccio del Gran Sasso, con la cima più alta del Corno Grande.

lunedì, marzo 26, 2007

SPORT E TERZA ETA'


Che muoversi faccia bene allo spirito e al corpo probabilmente lo sapete già, ma allora perchè non farlo? Camminate, pedalate, o fate qualsiasi altra attività fisica ma iniziate. L'attività fisica non è sinonimo di fatica, di sacrifici, l'attività fisica è sinonimo di salute e benessere. Alcuni benefici dell'esercizio fisico: dilatazione dei vasi del cuore, il che permette di migliorare l'irrorazione cardiaca; i muscoli utilizzano meglio l'ossigeno portato dal sangue e, per un dato sforzo, il flusso è minore ed il cuore si affatica meno; miglioramento della forza, della resistenza muscolare e della coordinazione motoria, aumento della circolazione, diminuzione della pressione arteriosa, rinforzo delle ossa, miglioramento dell'equilibrio fisico e psicologico il che permette di porre rimedio al ritmo accelerato e agli stress della vita moderna. L'attività fisica aiuta a mantenere o a raggiungere il peso ideale, favorendo il dimagrimento. Migliora l'autostima e può essere un forte mezzo di socializzazione. Cosa fare? Dedicare almeno mezz'ora od un ora tre volte alla settimana ad un allenamento metodico preferendo gli sport di fondo che richiedono uno sforzo dinamico: podismo, ciclismo, corsa, alpinismo, canottaggio, sci di fondo, nuoto. Può essere sufficiente una bella passeggiata tre volte alla settimana. Trascorrere dei weekend tanto più attivi sul piano fisico tanto più sedentaria è la vostra vita. In ogni caso dovete SEMPRE E COMUNQUE
consultare il vostro medico prima di intraprendere un qualsiasi programma di attività fisica.

lunedì, marzo 19, 2007

MONTE PELLECCHIA (MT.1380)






Oggi le previsioni dicono tempo buono! A partire per l’appuntamento con tutto il gruppo, questa mattina, non sono solo: siamo in 5! Sono insieme a me Elena e Carmine, Jwona e Davide, così la giornata diventa da subito piacevolissima. Il viaggio verso l’appuntamento è molto bello per la compagnia e per il panorama che appare ai nostri occhi. Sembra quasi incredibile pensare che a pochi chilometri dalla caotica seppur bellissima Roma ci siano luoghi così verdi e tranquilli!
Una fermata al bar di questo piccolo paesino è d’obbligo!!
Quando arriviamo sul luogo dell’appuntamento troviamo già una “folla” di persone pronte alla salita. Partiamo alle ore 10.15 (non sarebbe l’ora adatta per partire, ma….. pazienza!) siamo in 25 compresa la più piccola, ma sveltissima, Elisabetta (11 anni). Poco dopo arriva un fuoristrada con una guardia del parco ed altre persone: faremo la salita insieme a loro e così nascerà una nuova amicizia!
Il primo tratto del percorso è comodo e si può camminare affiancati, così si riesce a parlare comodamente con le persone a lato. I discorsi sono i più diversi, però questa mattina mi pare che la cultura vada per la maggiore, unitamente a qualche sana barzelletta! C’è un sole bellissimo e la temperatura è piacevole al punto che siamo costretti ad alleggerirci! Poco più avanti incontriamo un altro gruppo impegnato nella stessa salita; alcuni tratti li faremo insieme e così veniamo a conoscere che sono parte di una classe di scuola media, accompagnata da alcuni professori e genitori degli alunni. Il viale in alcuni momenti è proprio affollato! E’ comunque un affollamento, pur se chiassoso, allegro e spensierato. Dopo circa un’ora siano ad una piccola costruzione chiamata “casa del pastore” . Qui una prima sosta per rifocillarci soprattutto d’acqua, perché camminare al sole ci ha fatto sudare! Poco dopo il capo, Dono, chiede se tutti se la sentono di proseguire per il secondo tratto dell’escursione che porta sino in cima. Manco a dirlo tutti voglio tentare, anche i meno allenati. Bene: si riparte con l’accordo che io resterò indietro per tornare con qualcuno che non se la senta più di salire. Da questo punto in avanti il sentiero diventa un sentiero di montagna, quindi si restringe ed inizia a salire rapidamente. Un lungo serpentone di persone inizia ad inerpicarsi verso l’alto, ognuno con il suo passo! Incontriamo il gruppo di ragazze della scuola media che fanno fatica a salire perché non sono abituate, così mi prodigo per incoraggiarle e così, dicendo che mancano appena 10 minuti e poi ancora dieci minuti, riesco a farle giungere sino in vetta. Alle 12, 30 siamo in vetta sotto la croce, tutti meno Claudia che, dicendo di voler fermarsi, poi, lentamente, riuscirà ad arrivare poco dopo!!
Ogni volta che si arriva in vetta la gioia è così forte che si dimentica la stanchezza ed allegramente si iniziano a tirar fuori i pacchettini che tanto premurosamente ciascuno ha portato con sè. Come sempre la varietà e la fantasia di ognuno è sempre tanta, nel tempo comunque si riesce a conoscersi al punto da sapere cosa si mangerà. Sul lato del Monte Flavio c’è un vento freddo che ci costringe a spostarci sul lato opposto. Tutti seduti rappresentiamo una bella varietà di colori e di sapori. Si resterebbe ancora un po’ ma al campo base ci attendono per fare una salsicciata e così ci prepariamo tutti per la foto di gruppo e poi…….si riparte! Alle 13.10 riprendiamo la discesa, facile nella prima parte sino alla casa del pastore e un po’ dura nella seconda parte!! Appena arriviamo veniamo accolti da Anna Maria, Michele, Francesca, Fabio e tanti altri con un fuoco acceso e un vassoio di salsicce cotte alla brace. Ci mettiamo tutti intorno ad un grosso tavolo e, con sorpresa, troviamo pure un timballo di riso e carne arrosto. Nonostante si siano mangiati in cima dei bei panini, di fronte alle salsicce arrosto come fare a rinunciare? E così……… dàgli a mangiare!!! Poi arriva una crostata meravigliosa, portata dalla mamma di Michele!! Arriva il momento di festeggiare Giulia che compie proprio oggi 10 anni! La torta con le candeline ed il solito coro: tanti auguri a te!! Un momento di festa con una grande famiglia allargata!! Non si era finito di mangiare la torta che ecco arrivare ancora salsicce ed arrosticini di pecora!! Accidenti, addio alla dieta!! Qualcuno ricomincia con il salato!! Insomma, la giornata continua tra dolce e salato con una sana allegria nella quale abbiamo coinvolto anche il guardia bosco ed i suoi amici! Con loro è nato un rapporto che penso continuerà per altre iniziative.
Intanto il tempo sta cambiando, arrivano le nuvole ed un venticello freddo! Iniziano i saluti che…. beh, durano un po’, visto che siamo veramente tanti!
Alla prossima!!

Post e foto di Berardo Di Marcello

P.S. le altre foto le trovate nell'archio foto nella colonnina di DX














lunedì, marzo 12, 2007

INVITO SERATA POLENTA E SALSICCE SABATO 17 MARZO

COME ARRIVARE IN VIA CARLO SPINOLA, 18

DOMENICA 18 MARZO MONTE PELLECCHIA


Pic Nic con bambini, famiglie e la possibilità di muoversi per tutti Appuntamento h 8,00 in Piazza Annibaliano. Chi vuole partire più tardi ci si incontra all’area pic nic con tutti quelli che scendono dalla cima. COME ARRIVARE: 1) Roma - via Nomentana fino a Capobianco - via Palombarese fino al bivio per Stazzano - Stazzano - Moricone - Monteflavio; 2) Roma - via Salaria - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio; 3) Roma - via Tiburtina - Settecamini - SS n. 48 - Guidonia - bivio Marcellina - Palombara - Moricone - Monteflavio; 4) Roma - tratto autostradale per Roma Nord - uscita casello di Fiano - via Salaria direzione Rieti - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio; 5) Dalla A1 proveniendo da nord - uscita Roma Nord - dopo l’uscita portarsi immediatamente sulla destra imboccando la strada per Fiano - seguire il segnale SS Salaria direzione Rieti - bivio Passo Corese - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio. Arrivati a Monteflavio proseguire per l'area di pic nic della pineta che viene raggiunta percorrendo ca. 2,5 km. dal quadrivio nella parte alta del paese seguendo la segnaletica. L’area è attrezzata con giochi e posti per fare la brace. Chi vuole può portarsi qualcosa da cucinare. Un pò di legna si raccogliere nel bosco. Chi lo desidera può inoltrarsi lungo una comoda carrareccia per ammirare la dorsale del monte Pellecchia. Seguendo la carrareccia, in poco più di un’ora si raggiunge la “casa del pastore”, dove si trovano dei comodi tavoli e panche per consumare il pranzo. Per i più arditi, dalla casa del pastore si evidenzia un sentiero a destra che risale il fianco occidentale del Monte Pellecchia. Si attraversa una zona boscosa fino alla cresta. A questo punto si prosegue verso Sud e si arriva in cima al Pellecchia il Monte più alto dei Lucretili, (1368 m.). Sulla vetta è istallata una croce ed una pala d'elica (nel lontano 1960 qui cadde un aereo). bellissimo il colpo d'occhio che si riceve. Se si è fortunati si può vedere volteggiare qualche aquila. Tempo totale A/R (ca. 4,30 h.)

giovedì, marzo 01, 2007

IN MONTAGNA CON I BAMBINI





A volte è un approccio facile, altre volte più difficile. C'è chi cammina come un treno, lasciandosi i genitori a debita distanza; c'è chi si ferma a ogni passo e vive l'escursione come una sorta di penitenza. Non bisogna mai imporre ai bambini di seguirci, ma solo proporre e invogliarli. Nel portare i bambini in montagna, occorre tenere presente un fatto basilare: le loro esigenze sono radicalmente differenti da quelle degli adulti. Gli adulti vogliono raggiungere una meta ben precisa, ammirare grandi panorami, portare a termine l'escursione programmata. La fatica, i disagi e le difficoltà sono tutti fattori accettati di buon grado, perché finalizzati alla "conquista" della vetta, con la conseguente soddisfazione.
La primaria esigenza dei bambini, invece, è una sola, giocare e divertirsi. Di conseguenza, le prime passeggiate in montagna, devono essere brevi, assolutamente non faticose, e soprattutto con tante occasioni per giocare. Obbligare i bambini a scarpinare per ore e ore fino a una vetta o a un rifugio rischierebbe solo di generare un rifiuto.
I bambini si affidano totalmente ai genitori, o comunque agli adulti. I genitori devono essere in grado di ripagare una simile fiducia, infondendo la massima calma e sicurezza, sempre e in tutte le situazioni. Se il genitore iniziasse a manifestare dubbi, paure, ansie, ad esempio per aver sbagliato strada, o per il sopraggiungere della nebbia o di un temporale, il bambino se ne accorgerebbe immediatamente, e per lui sarebbe il dramma.
I bambini vogliono imitare i grandi, sentirsi autonomi. Anche in montagna, è senz'altro consigliabile cercare di responsabilizzarli: assegnare piccoli compiti, far portare il loro zainetto personale, quando possibile far guidare a loro il gruppo.
Avvicinandoli in questo modo alla montagna, probabilmente si appassionereanno come noi e forse più di noi. Potremo trasmettere loro tutta la nostra esperienza e condividerne di nuove.

lunedì, febbraio 19, 2007

In 15 ai laghetti di Percile






Nonostante il tempo incerto, siamo riusciti a portare a termine l'escursione in programma. Questa volta il gruppo si è colorato di due presenze oltre oceano. Un ragazzo Americano e uno Argentino. Oltre a loro, altri 5 venivano per la prima volta. E così la "famiglia" aumenta. E' sorprendente, almeno per me, con quale semplicità e interesse si riesce a trascorrere alcune ore insieme con persone conosciute li per li, ma che vi partecipano con lo spirito per cui questa iniziativa è nata e vuole andare avanti. (Vedi messaggio di benvenuto nel blog). Ringrazio Berardo e Maria Chiara che vi hanno partecipato e per aver raccontato la giornata nei loro rispettivi blog e che vi invito ad andare a leggere ai seguenti indirizzi:

http://inviaggio-06.blogspot.com
http://bera05.blog.tiscali.it


P.S. ALTRE FOTO LE TROVERETE SU "GUARDA TUTTE LE FOTO DEL BLOG"

domenica, febbraio 11, 2007

18 Febbraio Laghi di Percile 780m (Monti Lucretili)


I LAGUSTELLI DI PERCILE
Sorgono fra i Monti Lucretili nelle vicinanze del paesino di Percile da cui proviene la locale denominazione di "lagustelli". Questi due laghetti di origine carsica e quasi perfettamente circolari occupano il fondo di due doline. Il maggiore , il Fraturno che si trova a circa 720 metri s.l.m. ha una forma quasi perfettamente circolare con il diametro maggiore di circa 118 metri ed è profondo 16. Con una superficie di 9000 mq presenta sulle sue rive ,o meglio sulla sommità della scarpata che lo sovrasta i resti di un antico paesino, conosciuto come Morella o Castel del Lago. Il minore,il Marraone,ha un aspetto molto simile ma una superficie minore ( appena 271 mq ) a cui fa corrispondere una maggior profondità che arriva a raggiungere i 40 metri.

Partenza: Percile (RM) (780 m)
Mèta: Laghi di Percile(685 m)
Catena Montuosa: Lucretili
Dislivello: 255 m
Tempi: 1h20' per l'andata e 1h5' per il ritorno.
Difficoltà: Facile
Segni: standard (bianchi e rossi)

Da Roma si percorre l’autostrada A24 Roma-L’Aquila uscendo allo svincolo Vicovaro-Mandela. Usciti dall’autostrada, si segue l’indicazione per Percile (12 km). Giunti nel paese, si va a sinistra fino ad incontrare, poco più avanti, un bivio. Si prende a destra proseguendo sulla strada asfaltata che diventa quasi subito bianca. Più avanti, al bivio per la Fonte Attria, si prosegue dritti. La strada (circa 4 km dal paese), termina al cancello della “Tenuta Lago” (780 s.l.m.), dove si parcheggia.
Alla sinistra del cancello inizia il sentiero n°307 che conduce, dopo pochi metri, al varco d’ingresso. Entrati nella tenuta, si prende a sinistra seguendo la strada. Più avanti, ad un bivio, proseguire lungo la strada in discesa, seguendo l’indicazione bianco-rossa.
Nei punti più scoperti del percorso, si può ammirare sulla destra il panorama verso le cime più alte dei Monti Lucretili, tra cui la cima nuda del Monte Pellecchia (1368 s.l.m.) e più a sinistra il caratteristico Pizzo Pellecchia (1327 s.l.m.).
Nell’ultimo tratto in discesa si intravede sulla sinistra tra la vegetazione il lago Marraone. Al termine del tratto in discesa (700 s.l.m., circa 40 minuti dalla partenza), sulla sinistra iniziano dei gradini che proseguono poi in una traccia di sentiero, fin quasi al livello dello specchio d’acqua (675 s.l.m.).
Risaliti sulla strada, è già visibile il secondo lago, detto Fraturno.
Dalla riva del Fraturno è visibile l’inizio del sentiero, indicato come percorso bianco-rosso 307B, che conduce alle rovine medievali di Castel del Lago (o rovine Morella), raggiungibili in 10-15 minuti facendo attenzione ai segni bianco-rossi non sempre evidenti (765 s.l.m.).
Al ritorno, dalla riva del lago Fraturno, si può riprendere la strada che piega a destra aggirando una piccola altura fino a ricongiungersi, in una ventina di minuti, con il tratto percorso all’andata. Da qui, in circa 35 minuti, si ritorna al punto di partenza.

È uno spettacolo vedere come si aiutano!






Alcuni dei partecipanti alla vacanza

Il titolo esprime quello che ho vissuto in un wee-kend con un gruppo di ragazzi e famiglie marchigiane che trascorrevano una settimana bianca ai piedi del Gran Sassso. Non è la prima volta che vi partecipo, visto che da alcuni anni questa esperienza si ripropone. La loro sfida è sempre la stessa, quella di poter fare tra persone di età diverse e di paesi diversi, un’esperienza di fraternità attraverso lo sport. Devo dire che l’esperimento funziona. Nel gruppo ci si sente subito accolti e a proprio agio. Il fare amicizia di conseguenza ti viene spontaneo, e ti senti spinto a muoverti come loro per non essere uno stonato in mezzo a tanta armonia. Il loro segreto per essere così, è l’amore che ognuno cerca di vivere con le persone e in tutte le situazione in cui si trova. Ne viaggio di ritorno riflettevo su come potrebbe cambiare il volto dello stare insieme e fare dello sport, se solo si impregnasse anche un po’ di questo spirito.

Grazie ragazzi per la vostra testimonianza.

Di seguito uno stralcio di un momento condiviso con Laura una mamma di questi ragazzi.

Queste vacanze hanno rafforzato i legami tra i ragazzi, non esiste il concetto “tu sei più piccolo non puoi stare con noi”. Mi piace osservarli dalla seggiovia mentre si danno una mano sui campi da sci: Vincenzo che aiuta Marco a sciogliersi lo scarpone che si è bloccato, Giacomo che trascorre tutta la mattina accanto a Nicola ed a Marco per insegnare loro a curvare con lo snowboard, Lorenzo che segue pazientemente altri principianti incoraggiandoli…Mi sento contenta quando vedo questi ragazzi organizzare le loro serate e riuscire a divertirsi senza bisogno di schemi preformati. Ebbene sì, mi sento gratificata perché formano un gruppo che si fa notare perché ha un modo di agire che esce dal concetto attuale del divertimento. Li porto tutti con me, i loro volti, le loro espressioni e, una volta tanto, sono io come mamma che sento di dover ringraziare i miei figli perché è grazie a loro che queste vacanze sono diventate una gemma preziosa che poi si riflette, inevitabilmente, sul quotidiano quando torniamo a casa. Tutto ciò fa un gran bene alla famiglia, soprattutto oggi che c’è un gran bisogno che la famiglia si riappropri dei suoi valori.