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giovedì, aprile 26, 2007

Monte Autore mt. 1855!!






Oggi, festa della liberazione, l’ormai famoso gruppo “domenica con domenico” prova a liberarsi dell’aria pesante di Roma per andare a respirare aria salutare in montagna, monte Autore del gruppo dei Simbruini.
All’appuntamento, all’ormai famosa uscita dell’autostrada Dei Parchi, Vicovaro Mandela, siamo tanti!!
Appena fuori il casello anche se con ritardo rispetto al fatidico orario (ore 9) le numerose macchine creano un assembramento pericoloso, e non tutti sono arrivati.
Dopo un po’ di saluti, e qualche presentazione con i nuovi, ci avviamo formando un corteo di macchine Subiaco e poi verso Campo Dell’Osso.
Un po’ di pianura e quasi subito la strada si fa molto ripida perché si sale di quota!
Una delle macchine davanti a noi inizia ad emettere un preoccupante fumo bianco.
La macchina, subito dietro, fa delle segnalazioni all’ignaro (distratto) Gian Luca che si ferma immediatamente senza neanche accostare!! La strada è stretta, tutte le macchine dietro sono costrette a fermarsi e si crea un piccolo ingorgo (‘sti romani!!)!
Dopo varie osservazioni del motore la diagnosi è seria ed il responso altrettanto: la vecchia A112 non ce la farà mai a salire sino in cima, l’acqua bolle, si potrebbe buttare la pasta, ma non è l’ora giusta!!
Accostiamo l’auto in un piccolo spazio poco più avanti e prendiamo a bordo,nelle altre macchine, gli occupanti della A112 e riprendiamo la salita.
Sento il capo, Dono, telefonicamente: ci aspetta più avanti vicino agli impianti invernali del monte Livata, dove ci sono delle bancarelle e dei bar aperti.
Poco dopo arriviamo anche noi in questo piazzale. Vedere un bar fa nascere subito il desiderio di un caffè e stimola la necessità del bagno!
In un attimo spariscono quasi tutti! Il solo a preoccuparsi un po’ (quasi agitarsi) è il Giancarlo che non vede l’ora di affrontare la salita a piedi, anche perché, con occhio attento da vecchio lupo di montagna, intravede delle nuvole minacciose avvicinarsi.
Finalmente riusciamo a rimettere in macchina i numerosi partecipanti e facciamo gli ultimi chilometri per giungere all’inizio del sentiero.
Velocemente (si fa per dire )ci prepariamo alla partenza che non avviene prima delle 11,20 (orario incredibile per i montanari).
Intanto arriva la telefonata del gruppetto che, dapprima ha sbagliato strada, e poi si è rotta la macchina: stanno arrivando con l’autostop! Incredibile non si sono lasciati scoraggiare dalle avversità!
Il gruppo più numeroso, 23 persone, (alla fine conteremo 40 partecipanti all’escursione) con alla guida l’unico che conosce il sentiero, Michele, ci avvia verso la vetta.
Dono si propone di aspettare i ritardatari e poi raggiungerci.(un vero Capo deve condividere la sorte con gli ultimi!!)
Seguiamo il sentiero in mezzo a dei bellissimi ed enormi faggi interrotti da radure con bellissime chiazze di neve! Incredibile, la neve, proprio quella che non abbiamo mai trovato in tutto l’inverno!!
Oggi ci sono dei bei giocherelloni nel gruppo e così la neve ispira una bella e salutare battaglia a pallate!!
Tra una pallata e l’altra continuiamo il cammino, intanto le nuvole nere continuano ad avvicinarsi sempre di più sino a quando inizino a scaricare la pioggia. Frettolosamente si cerca negli zaini qualche cosa per ripararsi, ma non tutti ne sono provvisti, qualcuno tira fuori addirittura un ombrellino dalla propria borsa (Mary Poppins)!!
In montagna vedere qualcuno che si ripara dalla pioggia con un minuscolo ombrellino è proprio una rarità!! E’ proprio vero che:non si finisce mai di vedere e di stupirsi!
Qui, a parte me Giancarlo ed il prof., sò tutti giovani e figurati se si spaventano per un po’ di pioggia! (la cosa da notare è che in tutte le escursioni invernali di pioggia non l’ abbiamo quasi vista!)
Andiamo avanti, la pioggia aumenta di intensità per poi diminuire! Con il passo affrettato (ci fosse un riparo!!) arriviamo in uno spiazzo dove c’è una grossa croce e si diramano due sentieri: uno va in vetta al monte Autore l’altro scende verso un santuario della SS. Trinità.
Da questo Belvedere, nonostante la pioggia e le nuvole, si può ammirare uno spettacolo favoloso, tra l’altro le montagne davanti a noi sono tutte assolate, le nuvole oggi ci seguono fedelmente.
La pioggia anziché smettere si tramuta in grandine! Ci troviamo all’improvviso sotto un’intensa pioggia di sassolini di ghiaccio!
Per fortuna non ci sono i fulmini così qualche albero ci ripara, anche se parzialmente. La grandinata non accenna ad esaurirsi e così un bel gruppetto decide di tornare indietro (Anche Giancarlo A., e qui ci cade un mito della solidità e resistenza umana!!)!
Rimaniamo in pochi, decisi a salire in vetta, le avversità non potranno fermarci anche perchè non manca molto. Mentre decidiamo di salire, ecco arrivare Dono con il gruppetto di persone che erano partite poco dopo di noi, ed insieme a loro ci sono i coraggiosi che sono riusciti ad arrivare nonostante le diverse vicissitudini.
La grandine sembra smettere e così iniziamo velocemente a salire senza ripensamenti!
Con un buon passo, in poco tempo, arriviamo sino in cima( 1855mt.) quando sono circa le 13, è quindi ora di rifocillarci!!
Ci sistemiamo alla meglio e tiriamo fuori i vari cartocci con panini di tutti i tipi, tutte le forme e tutti i gusti. C’è anche chi mangia solo frutta (pochi).
Non può certo mancare la cioccolata, fondente e con le nocciole, così in pochissimo rimettiamo tutte le calorie perse!!
C’è anche chi, più pronta di altri, porta sempre un bel termos di caffé, niente di più gradito in quella situazione.
Il sole sembra voler premiare la nostra insistenza facendo capolino tra le nuvole e per pochi momenti ci riscalda. Sono pochi attimi perché ecco che nuovamente le nuvole nere si riavvicinano. Ci mettiamo in posa per la foto di rito, siamo in 19, sui 40 della spedizione.

Quando si riesce ad arrivare in vetta la discesa poi è particolarmente allegra.
Nello scendere c’è sempre qualcuno più veloce e così il gruppo si sminuzza in gruppetti più piccoli. I discorsi sono i più diversi, dal lavoro, con le difficoltà che si incontrano, gli ultimi avvenimenti, sino alle passioni (oggi abbiamo trovato dei collezionisti di tutti i film di Star Trek) .
La pioggia ci risparmia sino a quasi alla fine quando, vicino alle macchine, ecco che riprende a scendere. Accompagnerà anche le partenze che, come è facile immaginare, avviene con qualche difficoltà in più.

Anche oggi, nonostante le diverse difficoltà meteorologiche e meccaniche, abbiamo passato una giornata bellissima vissuta insieme, in amicizia (con alcuni consolidata, con altri appena iniziata), immersi nella maestosità della natura.
Spero che qualcuno dei numerosi partecipanti lasci qualche impressione sulla giornata!!

Berardo Di Marcello
(Altre foto le potete vedere nell'archivio foto sulla destra della pagina)

venerdì, aprile 13, 2007

25 Aprile Da Campo dell'Osso al Monte Autore



Da Subiaco si giunge a Monte Livata, da dove si prosegue senza deviazioni lungo la strada per Campo dell’Osso. Arrivati al termine del tratto asfaltato (1630 s.l.m.), si può parcheggiare proseguendo a piedi lungo la strada bianca.
Dopo le prime curve, sulla sinistra si incontra, ancora in costruzione, la caratteristica cupola di una stazione di montagna per ricerche scientifiche ed ambientali (1667 s.l.m.).
Continuando oltre, la strada prosegue salendo agevolmente fino ad inoltrarsi nel bosco. Si arriva quindi, dopo un altro tratto in lieve pendenza, al punto panoramico chiamato piazzale delle Vedute (1753 s.l.m.), dove vi è una grossa croce metallica.
Qui la strada termina e il sentiero prosegue salendo in maniera più ripida sulla sinistra.
Vale comunque la pena fermarsi ad ammirare il panorama eccezionale che si gode dalle Vedute, da cui si domina la vasta Valle del Simbrivio, con le alte cime del Tarino (1961 s.l.m.), del Cotento (2015 s.l.m.) e del Viglio (2156 s.l.m.) che si ergono di fronte a noi.
Ripresa la salita per il monte Autore, dopo un primo tratto di sentiero evidente che percorre la cresta, questo termina all’incirca a 1800 s.l.m. e si procede quindi a vista fino a raggiungere la vetta (1856 s.l.m.). Da qui, in lontananza, oltre alla lunga catena dei Simbruini, si scorge nitidamente il massiccio del Gran Sasso, con la cima più alta del Corno Grande.

lunedì, marzo 26, 2007

SPORT E TERZA ETA'


Che muoversi faccia bene allo spirito e al corpo probabilmente lo sapete già, ma allora perchè non farlo? Camminate, pedalate, o fate qualsiasi altra attività fisica ma iniziate. L'attività fisica non è sinonimo di fatica, di sacrifici, l'attività fisica è sinonimo di salute e benessere. Alcuni benefici dell'esercizio fisico: dilatazione dei vasi del cuore, il che permette di migliorare l'irrorazione cardiaca; i muscoli utilizzano meglio l'ossigeno portato dal sangue e, per un dato sforzo, il flusso è minore ed il cuore si affatica meno; miglioramento della forza, della resistenza muscolare e della coordinazione motoria, aumento della circolazione, diminuzione della pressione arteriosa, rinforzo delle ossa, miglioramento dell'equilibrio fisico e psicologico il che permette di porre rimedio al ritmo accelerato e agli stress della vita moderna. L'attività fisica aiuta a mantenere o a raggiungere il peso ideale, favorendo il dimagrimento. Migliora l'autostima e può essere un forte mezzo di socializzazione. Cosa fare? Dedicare almeno mezz'ora od un ora tre volte alla settimana ad un allenamento metodico preferendo gli sport di fondo che richiedono uno sforzo dinamico: podismo, ciclismo, corsa, alpinismo, canottaggio, sci di fondo, nuoto. Può essere sufficiente una bella passeggiata tre volte alla settimana. Trascorrere dei weekend tanto più attivi sul piano fisico tanto più sedentaria è la vostra vita. In ogni caso dovete SEMPRE E COMUNQUE
consultare il vostro medico prima di intraprendere un qualsiasi programma di attività fisica.

lunedì, marzo 19, 2007

MONTE PELLECCHIA (MT.1380)






Oggi le previsioni dicono tempo buono! A partire per l’appuntamento con tutto il gruppo, questa mattina, non sono solo: siamo in 5! Sono insieme a me Elena e Carmine, Jwona e Davide, così la giornata diventa da subito piacevolissima. Il viaggio verso l’appuntamento è molto bello per la compagnia e per il panorama che appare ai nostri occhi. Sembra quasi incredibile pensare che a pochi chilometri dalla caotica seppur bellissima Roma ci siano luoghi così verdi e tranquilli!
Una fermata al bar di questo piccolo paesino è d’obbligo!!
Quando arriviamo sul luogo dell’appuntamento troviamo già una “folla” di persone pronte alla salita. Partiamo alle ore 10.15 (non sarebbe l’ora adatta per partire, ma….. pazienza!) siamo in 25 compresa la più piccola, ma sveltissima, Elisabetta (11 anni). Poco dopo arriva un fuoristrada con una guardia del parco ed altre persone: faremo la salita insieme a loro e così nascerà una nuova amicizia!
Il primo tratto del percorso è comodo e si può camminare affiancati, così si riesce a parlare comodamente con le persone a lato. I discorsi sono i più diversi, però questa mattina mi pare che la cultura vada per la maggiore, unitamente a qualche sana barzelletta! C’è un sole bellissimo e la temperatura è piacevole al punto che siamo costretti ad alleggerirci! Poco più avanti incontriamo un altro gruppo impegnato nella stessa salita; alcuni tratti li faremo insieme e così veniamo a conoscere che sono parte di una classe di scuola media, accompagnata da alcuni professori e genitori degli alunni. Il viale in alcuni momenti è proprio affollato! E’ comunque un affollamento, pur se chiassoso, allegro e spensierato. Dopo circa un’ora siano ad una piccola costruzione chiamata “casa del pastore” . Qui una prima sosta per rifocillarci soprattutto d’acqua, perché camminare al sole ci ha fatto sudare! Poco dopo il capo, Dono, chiede se tutti se la sentono di proseguire per il secondo tratto dell’escursione che porta sino in cima. Manco a dirlo tutti voglio tentare, anche i meno allenati. Bene: si riparte con l’accordo che io resterò indietro per tornare con qualcuno che non se la senta più di salire. Da questo punto in avanti il sentiero diventa un sentiero di montagna, quindi si restringe ed inizia a salire rapidamente. Un lungo serpentone di persone inizia ad inerpicarsi verso l’alto, ognuno con il suo passo! Incontriamo il gruppo di ragazze della scuola media che fanno fatica a salire perché non sono abituate, così mi prodigo per incoraggiarle e così, dicendo che mancano appena 10 minuti e poi ancora dieci minuti, riesco a farle giungere sino in vetta. Alle 12, 30 siamo in vetta sotto la croce, tutti meno Claudia che, dicendo di voler fermarsi, poi, lentamente, riuscirà ad arrivare poco dopo!!
Ogni volta che si arriva in vetta la gioia è così forte che si dimentica la stanchezza ed allegramente si iniziano a tirar fuori i pacchettini che tanto premurosamente ciascuno ha portato con sè. Come sempre la varietà e la fantasia di ognuno è sempre tanta, nel tempo comunque si riesce a conoscersi al punto da sapere cosa si mangerà. Sul lato del Monte Flavio c’è un vento freddo che ci costringe a spostarci sul lato opposto. Tutti seduti rappresentiamo una bella varietà di colori e di sapori. Si resterebbe ancora un po’ ma al campo base ci attendono per fare una salsicciata e così ci prepariamo tutti per la foto di gruppo e poi…….si riparte! Alle 13.10 riprendiamo la discesa, facile nella prima parte sino alla casa del pastore e un po’ dura nella seconda parte!! Appena arriviamo veniamo accolti da Anna Maria, Michele, Francesca, Fabio e tanti altri con un fuoco acceso e un vassoio di salsicce cotte alla brace. Ci mettiamo tutti intorno ad un grosso tavolo e, con sorpresa, troviamo pure un timballo di riso e carne arrosto. Nonostante si siano mangiati in cima dei bei panini, di fronte alle salsicce arrosto come fare a rinunciare? E così……… dàgli a mangiare!!! Poi arriva una crostata meravigliosa, portata dalla mamma di Michele!! Arriva il momento di festeggiare Giulia che compie proprio oggi 10 anni! La torta con le candeline ed il solito coro: tanti auguri a te!! Un momento di festa con una grande famiglia allargata!! Non si era finito di mangiare la torta che ecco arrivare ancora salsicce ed arrosticini di pecora!! Accidenti, addio alla dieta!! Qualcuno ricomincia con il salato!! Insomma, la giornata continua tra dolce e salato con una sana allegria nella quale abbiamo coinvolto anche il guardia bosco ed i suoi amici! Con loro è nato un rapporto che penso continuerà per altre iniziative.
Intanto il tempo sta cambiando, arrivano le nuvole ed un venticello freddo! Iniziano i saluti che…. beh, durano un po’, visto che siamo veramente tanti!
Alla prossima!!

Post e foto di Berardo Di Marcello

P.S. le altre foto le trovate nell'archio foto nella colonnina di DX














lunedì, marzo 12, 2007

INVITO SERATA POLENTA E SALSICCE SABATO 17 MARZO

COME ARRIVARE IN VIA CARLO SPINOLA, 18

DOMENICA 18 MARZO MONTE PELLECCHIA


Pic Nic con bambini, famiglie e la possibilità di muoversi per tutti Appuntamento h 8,00 in Piazza Annibaliano. Chi vuole partire più tardi ci si incontra all’area pic nic con tutti quelli che scendono dalla cima. COME ARRIVARE: 1) Roma - via Nomentana fino a Capobianco - via Palombarese fino al bivio per Stazzano - Stazzano - Moricone - Monteflavio; 2) Roma - via Salaria - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio; 3) Roma - via Tiburtina - Settecamini - SS n. 48 - Guidonia - bivio Marcellina - Palombara - Moricone - Monteflavio; 4) Roma - tratto autostradale per Roma Nord - uscita casello di Fiano - via Salaria direzione Rieti - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio; 5) Dalla A1 proveniendo da nord - uscita Roma Nord - dopo l’uscita portarsi immediatamente sulla destra imboccando la strada per Fiano - seguire il segnale SS Salaria direzione Rieti - bivio Passo Corese - Borgo Quinzio - Nerola - Montorio - Monteflavio. Arrivati a Monteflavio proseguire per l'area di pic nic della pineta che viene raggiunta percorrendo ca. 2,5 km. dal quadrivio nella parte alta del paese seguendo la segnaletica. L’area è attrezzata con giochi e posti per fare la brace. Chi vuole può portarsi qualcosa da cucinare. Un pò di legna si raccogliere nel bosco. Chi lo desidera può inoltrarsi lungo una comoda carrareccia per ammirare la dorsale del monte Pellecchia. Seguendo la carrareccia, in poco più di un’ora si raggiunge la “casa del pastore”, dove si trovano dei comodi tavoli e panche per consumare il pranzo. Per i più arditi, dalla casa del pastore si evidenzia un sentiero a destra che risale il fianco occidentale del Monte Pellecchia. Si attraversa una zona boscosa fino alla cresta. A questo punto si prosegue verso Sud e si arriva in cima al Pellecchia il Monte più alto dei Lucretili, (1368 m.). Sulla vetta è istallata una croce ed una pala d'elica (nel lontano 1960 qui cadde un aereo). bellissimo il colpo d'occhio che si riceve. Se si è fortunati si può vedere volteggiare qualche aquila. Tempo totale A/R (ca. 4,30 h.)

giovedì, marzo 01, 2007

IN MONTAGNA CON I BAMBINI





A volte è un approccio facile, altre volte più difficile. C'è chi cammina come un treno, lasciandosi i genitori a debita distanza; c'è chi si ferma a ogni passo e vive l'escursione come una sorta di penitenza. Non bisogna mai imporre ai bambini di seguirci, ma solo proporre e invogliarli. Nel portare i bambini in montagna, occorre tenere presente un fatto basilare: le loro esigenze sono radicalmente differenti da quelle degli adulti. Gli adulti vogliono raggiungere una meta ben precisa, ammirare grandi panorami, portare a termine l'escursione programmata. La fatica, i disagi e le difficoltà sono tutti fattori accettati di buon grado, perché finalizzati alla "conquista" della vetta, con la conseguente soddisfazione.
La primaria esigenza dei bambini, invece, è una sola, giocare e divertirsi. Di conseguenza, le prime passeggiate in montagna, devono essere brevi, assolutamente non faticose, e soprattutto con tante occasioni per giocare. Obbligare i bambini a scarpinare per ore e ore fino a una vetta o a un rifugio rischierebbe solo di generare un rifiuto.
I bambini si affidano totalmente ai genitori, o comunque agli adulti. I genitori devono essere in grado di ripagare una simile fiducia, infondendo la massima calma e sicurezza, sempre e in tutte le situazioni. Se il genitore iniziasse a manifestare dubbi, paure, ansie, ad esempio per aver sbagliato strada, o per il sopraggiungere della nebbia o di un temporale, il bambino se ne accorgerebbe immediatamente, e per lui sarebbe il dramma.
I bambini vogliono imitare i grandi, sentirsi autonomi. Anche in montagna, è senz'altro consigliabile cercare di responsabilizzarli: assegnare piccoli compiti, far portare il loro zainetto personale, quando possibile far guidare a loro il gruppo.
Avvicinandoli in questo modo alla montagna, probabilmente si appassionereanno come noi e forse più di noi. Potremo trasmettere loro tutta la nostra esperienza e condividerne di nuove.

lunedì, febbraio 19, 2007

In 15 ai laghetti di Percile






Nonostante il tempo incerto, siamo riusciti a portare a termine l'escursione in programma. Questa volta il gruppo si è colorato di due presenze oltre oceano. Un ragazzo Americano e uno Argentino. Oltre a loro, altri 5 venivano per la prima volta. E così la "famiglia" aumenta. E' sorprendente, almeno per me, con quale semplicità e interesse si riesce a trascorrere alcune ore insieme con persone conosciute li per li, ma che vi partecipano con lo spirito per cui questa iniziativa è nata e vuole andare avanti. (Vedi messaggio di benvenuto nel blog). Ringrazio Berardo e Maria Chiara che vi hanno partecipato e per aver raccontato la giornata nei loro rispettivi blog e che vi invito ad andare a leggere ai seguenti indirizzi:

http://inviaggio-06.blogspot.com
http://bera05.blog.tiscali.it


P.S. ALTRE FOTO LE TROVERETE SU "GUARDA TUTTE LE FOTO DEL BLOG"

domenica, febbraio 11, 2007

18 Febbraio Laghi di Percile 780m (Monti Lucretili)


I LAGUSTELLI DI PERCILE
Sorgono fra i Monti Lucretili nelle vicinanze del paesino di Percile da cui proviene la locale denominazione di "lagustelli". Questi due laghetti di origine carsica e quasi perfettamente circolari occupano il fondo di due doline. Il maggiore , il Fraturno che si trova a circa 720 metri s.l.m. ha una forma quasi perfettamente circolare con il diametro maggiore di circa 118 metri ed è profondo 16. Con una superficie di 9000 mq presenta sulle sue rive ,o meglio sulla sommità della scarpata che lo sovrasta i resti di un antico paesino, conosciuto come Morella o Castel del Lago. Il minore,il Marraone,ha un aspetto molto simile ma una superficie minore ( appena 271 mq ) a cui fa corrispondere una maggior profondità che arriva a raggiungere i 40 metri.

Partenza: Percile (RM) (780 m)
Mèta: Laghi di Percile(685 m)
Catena Montuosa: Lucretili
Dislivello: 255 m
Tempi: 1h20' per l'andata e 1h5' per il ritorno.
Difficoltà: Facile
Segni: standard (bianchi e rossi)

Da Roma si percorre l’autostrada A24 Roma-L’Aquila uscendo allo svincolo Vicovaro-Mandela. Usciti dall’autostrada, si segue l’indicazione per Percile (12 km). Giunti nel paese, si va a sinistra fino ad incontrare, poco più avanti, un bivio. Si prende a destra proseguendo sulla strada asfaltata che diventa quasi subito bianca. Più avanti, al bivio per la Fonte Attria, si prosegue dritti. La strada (circa 4 km dal paese), termina al cancello della “Tenuta Lago” (780 s.l.m.), dove si parcheggia.
Alla sinistra del cancello inizia il sentiero n°307 che conduce, dopo pochi metri, al varco d’ingresso. Entrati nella tenuta, si prende a sinistra seguendo la strada. Più avanti, ad un bivio, proseguire lungo la strada in discesa, seguendo l’indicazione bianco-rossa.
Nei punti più scoperti del percorso, si può ammirare sulla destra il panorama verso le cime più alte dei Monti Lucretili, tra cui la cima nuda del Monte Pellecchia (1368 s.l.m.) e più a sinistra il caratteristico Pizzo Pellecchia (1327 s.l.m.).
Nell’ultimo tratto in discesa si intravede sulla sinistra tra la vegetazione il lago Marraone. Al termine del tratto in discesa (700 s.l.m., circa 40 minuti dalla partenza), sulla sinistra iniziano dei gradini che proseguono poi in una traccia di sentiero, fin quasi al livello dello specchio d’acqua (675 s.l.m.).
Risaliti sulla strada, è già visibile il secondo lago, detto Fraturno.
Dalla riva del Fraturno è visibile l’inizio del sentiero, indicato come percorso bianco-rosso 307B, che conduce alle rovine medievali di Castel del Lago (o rovine Morella), raggiungibili in 10-15 minuti facendo attenzione ai segni bianco-rossi non sempre evidenti (765 s.l.m.).
Al ritorno, dalla riva del lago Fraturno, si può riprendere la strada che piega a destra aggirando una piccola altura fino a ricongiungersi, in una ventina di minuti, con il tratto percorso all’andata. Da qui, in circa 35 minuti, si ritorna al punto di partenza.

È uno spettacolo vedere come si aiutano!






Alcuni dei partecipanti alla vacanza

Il titolo esprime quello che ho vissuto in un wee-kend con un gruppo di ragazzi e famiglie marchigiane che trascorrevano una settimana bianca ai piedi del Gran Sassso. Non è la prima volta che vi partecipo, visto che da alcuni anni questa esperienza si ripropone. La loro sfida è sempre la stessa, quella di poter fare tra persone di età diverse e di paesi diversi, un’esperienza di fraternità attraverso lo sport. Devo dire che l’esperimento funziona. Nel gruppo ci si sente subito accolti e a proprio agio. Il fare amicizia di conseguenza ti viene spontaneo, e ti senti spinto a muoverti come loro per non essere uno stonato in mezzo a tanta armonia. Il loro segreto per essere così, è l’amore che ognuno cerca di vivere con le persone e in tutte le situazione in cui si trova. Ne viaggio di ritorno riflettevo su come potrebbe cambiare il volto dello stare insieme e fare dello sport, se solo si impregnasse anche un po’ di questo spirito.

Grazie ragazzi per la vostra testimonianza.

Di seguito uno stralcio di un momento condiviso con Laura una mamma di questi ragazzi.

Queste vacanze hanno rafforzato i legami tra i ragazzi, non esiste il concetto “tu sei più piccolo non puoi stare con noi”. Mi piace osservarli dalla seggiovia mentre si danno una mano sui campi da sci: Vincenzo che aiuta Marco a sciogliersi lo scarpone che si è bloccato, Giacomo che trascorre tutta la mattina accanto a Nicola ed a Marco per insegnare loro a curvare con lo snowboard, Lorenzo che segue pazientemente altri principianti incoraggiandoli…Mi sento contenta quando vedo questi ragazzi organizzare le loro serate e riuscire a divertirsi senza bisogno di schemi preformati. Ebbene sì, mi sento gratificata perché formano un gruppo che si fa notare perché ha un modo di agire che esce dal concetto attuale del divertimento. Li porto tutti con me, i loro volti, le loro espressioni e, una volta tanto, sono io come mamma che sento di dover ringraziare i miei figli perché è grazie a loro che queste vacanze sono diventate una gemma preziosa che poi si riflette, inevitabilmente, sul quotidiano quando torniamo a casa. Tutto ciò fa un gran bene alla famiglia, soprattutto oggi che c’è un gran bisogno che la famiglia si riappropri dei suoi valori.

martedì, gennaio 30, 2007

STAGIONI di Mario Rigoni Stern


Ho letto tutti i libri di Mario Rigoni Stern e in ognuno ho trovato poesia e serenità.
I suoi libri fanno sognare. Le sue descrizioni delle montagne, stagioni, colori, ti riportano, anche se sei in una città a respirare l'aria dei luoghi descritti.
Adoro i suoi racconti ed il suo modo delicato di raccontare la montagna, i boschi ed i suoi abitatori (montanari, animali, alberi,...). In quello che Rigoni Stern scrive c’è sempre una lezione. Si trova un vero e proprio vademe-cum per l’uomo che desideri andare in montagna e incontrare la natura, assimilandone gli insegnamenti senza violentarla. Un mondo che l’autore descrive con una impressionante precisione. Un mondo, ancora, che si regge su un equilibrio che non abbiamo deciso noi, ma che noi posiamo compromettere e che perciò dobbiamo imparare a conoscere e rispettare.
Anche l’ultimo libro scritto Stagioni (Ed. Einaudi 2006) alla veneranda età di 85 anni, non lo smentisce, anzi ancor di più con la sua sensibilità ci invita a riappropiarci di una dimensione essenziale della vita moderna. Tre sono i filoni narrativi, la botanica, la fauna; la memoria dei tempi della guerra, della campagna di Russia e della drammatica esperienza nel lager.
Considero Rigoni uno dei più grandi scrittori italiani viventi. Ha un legame con la sua terra straordinario, ti fa capire che le cose semplici sono le più forti. Forse l'epressione più precisa l'ha detta lui stesso su di sé: "Non sono uno scrittore di montagna, sono un montanaro scrittore".

Bibliografia
_ Il sergente nella neve (1953)
_ Il bosco degli urogalli (1962)
_ Quota Albania (1971)
_ Ritorno sul Don (1973)
_ Storia di Tönle (1978)
_ Uomini, boschi e api (1980)
_ L'anno della vittoria (1985)
_ Amore di confine (1986)
_ Arboreto selvatico (1991)
_ Le stagioni di Giacomo (1995)
_ Sentieri sotto la neve (1998)
_ Inverni lontani (1999)
_ Tra due guerre e altre storie (2000)
_ L'ultima partita a carte (2002)
_ Stagioni (2006)

venerdì, gennaio 26, 2007

TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2007 QUANDO:


1. Per sbaglio vuoi inserire la password nel microonde.
2. Sono anni che non giochi a solitario con carte vere.
3. Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari.
4. Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo.
5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con alcuni amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail.
6. Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c'è qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa.
7. Ogni spot che guardi (che in totale occupano 3 ore delle almeno 5 ore e mezza che passi sul divano) in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo..
8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 20, 30 anni della tua vita, ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro per prenderlo.
10. Ti alzi al mattino e ti metti al computer ancora prima di prendere il caffè.
11. Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi alternativi per sorridere, :) ;o) :-> =)
12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai Sì con la testa, mentre le finestre di msn suonano, come la tua musica, la televisione, il cellulare, il clacson delle auto in coda e l'allarme di una casa.
13. E sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9.
14. E ora sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto 9.
15. E ORA STAI RIDENDO DA SOLO....

giovedì, gennaio 25, 2007

Fiori Stupendi


Questa mattina mi sono alzato con un po’ di nostalgia e commozione nel ricordare i miei genitori ormai defunti. Nella memoria, sono passati, come scene di un film, tanti momenti della nostra vita famigliare. Scorrendo con gli occhi dell’anima i vari fotogrammi, rivivevo i bei ricordi di tenerezza e amore vissuti insieme. La vita trascorsa in quegli anni, ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Con il dono della vita mi avete dato la possibilità di sperimentare ogni giorno l’amore. Il ricordo del loro modo di vivere, di rapportarsi con gli altri e con le cose, continuano a guidarmi lungo gli anni. Così con questi pensieri che mi frullavano per la mente, si consumavano i primi minuti della giornata. Terminati i preparativi per essere presentabile, ho lasciato con calma la mia stanza avviandomi alle faccende quotidiane. I brevi momenti ricordati, a poco a poco sfumavano uno sull’altro, fino a dissolversi, per lasciare il loro posto alle nuove realtà che la giornata mi avrebbero presentato.

martedì, gennaio 23, 2007

Monte Costasole


Monte Costasole






Domenica 21 gennaio, ci siamo ritrovati in diciotto, chi a Roma, chi per comodità logistiche all’uscita dal casello autostradale di Vicovaro-Mandela, per recarci tutti al piccolo paese di Saracinesco, punto di partenza per la nostra escursione al Monte Costasole.
Dopo i consueti preparativi: indossare gli scarponi, controllare gli zaini ecc…ci siamo incamminati lungo una comoda strada sterrata che conduce nella Valle le Prata. Nell’aria alcuni rimbombi, Boom! Boom! Che successe ci siamo chiesti, non sembra che il cielo minacci un temporale. Poco dopo abbiamo scoperto il motivo di tale fracasso. Sui prati alcuni cacciatori sparavano a lepri e fagiani. Povere bestie. Strada facendo, ci siamo imbattuti in alcune particolari sculture installate ai margini del bosco che con un linguaggio d’arte moderna, in qualche modo cercavano di dialogare con le forme naturali dell’ambiente circostante. Piante, fiori, muschi, alberi, con le loro mille forme e colori catturavano di continuo i nostri occhi. Pino, esperto naturalista in qualche occasione ci ha illustrato la flora presente in quella zona spiegandoci le varie piante con le loro caratteristiche. Per quasi tutta la giornata, un po’ di nebbia ha impedito di ammirare dalle varie alture il panorama circostante. Cammin facendo, abbiamo potuto conoscersi. Spesso in fatti, succede che c’è qualcuno di nuovo che si aggiunge al gruppo. Oggi erano in quattro. Con ritmi diversi e la soddisfazione di tutti abbiamo raggiunto la meta. Come di consueto e di buon’abitudine, dagli zaini sono usciti i nostri pranzi che ognuno ha condiviso. Oggi qualcuno ha portato pure una bottiglia di vino. E Vaiiiiiiiiiiiiiiii. Dopo esserci rifocillati, abbiamo scattato qualche foto che hanno coronato tutta la compagnia. Con calma ci siamo quindi avviati verso la via del ritorno. Lo sbaglio nel prendere il sentiero giusto da parte di qualcuno ha causato un lieve ritardo. Niente di grave per fortuna. Bisogna fare più attenzione che quando si va insieme bisogna rimanere uniti. Dopo esserci ricomposti, siamo giunti al punto di partenza. I saluti e gli abbracci finali sono stati i segni che hanno lasciato in ciascuno la gioia di aver trascorso delle piacevoli ore insieme immerse nella natura con uno spirito di solidarietà e aiuto reciproco.
P.S. altre foto sono sul riquadro a dx "Guarda tutte le foto del blog"

lunedì, gennaio 15, 2007

DISCESE DA BRIVIDO





Non sono poche le persone che apprezzano la montagna e si cimentano su pareti attrezzate. I più esperti raggiungono le vette scalando le vie più impegnative, sia di roccia che di ghiaccio. Fra questi, però, spicca un’élite di persone che scalano le vette estreme del pianeta portandosi nello zaino lo snowboard, perché la loro discesa non la effettueranno lungo la via di salita, bensì lanciandosi lungo i pendii più ripidi delle pareti. Sono itinerari così severi che incutono paura anche al più esperto degli alpinisti. Chiunque, vedendo le fotografie o i filmati di queste discese, non può non provare un brivido. La vita di questi snowboarders è legata soltanto all’abilità che hanno nel dirigere la tavola; non esistono altri mezzi per rendere sicura la discesa. Ho conosciuto le imprese di uno fra i pionieri dello snowboard in altissima quota, Emilio Previtali. (http://www.freeridespirit.com). Mentre l’osservo, penso che ho davanti un uomo dall’apparenza comune, ma che dentro ha un qualcosa che pochi posseggono, un istinto che lo spinge ha fare nella vita qualcosa di straordinario, di estremo: per la maggior parte delle persone una vera pazzia. Mi spiega come ogni linea discendente può significare gioia e successo, ma anche pericolo e paura. I movimenti devono essere calcolati con rapidità, bisogna sentire la montagna tanto da prevederne l’andamento; dossi o curve, se affrontati con superficialità, possono tradursi persino nella morte, non esiste margine di errore. Per fare un esempio, è come prendere un’onda: devi capire quando è il momento per agganciarla, salirci sopra e lasciarti andare e quando invece è il momento di lasciarla. Dopo ogni impresa, col tempo, queste emozioni ti ritornano fuori lentamente. Ti ricordi di quei momenti dove eri consapevole del valore della vita e impari così a gestirla, a dosarla, ad affrontarla con decisione e volontà, soprattutto nei momenti più duri, quando ti sembra che non sia più tua e hai invece bisogno di riprenderla in mano. Gran parte del mio lavoro è insegnare ai corsi di formazione, a coloro cioè che saranno futuri insegnanti. Cerco di fare leva sulla passione, quello che sempre mi ha motivato in questo sport. Desidero perciò il più possibile comunicare questo, far venir fuori anche da loro le motivazioni per le quali hanno scelto questo sport. Far sì che possano a loro volta trasmetterle ad altri. Non è importante che uno diventi bravo o meno, l’importante è che ci metta tutto sé stesso; il resto viene da sé. P.S. stralci di un’intervista che ho fatto e sarà pubblicata sul n° 2/2007 della rivista Città Nuova.
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Vedi colonnina a destra informazione).

mercoledì, gennaio 10, 2007

Escursione 21 gennaio



Costasole (1253 m) Monti Ruffi
Il paese di Saracinesco si raggiunge:
-da Roma con l'autostrada A 24 uscita al casello Vicovaro-Mandela. Proseguire per circa 0,5 km lungo la SS Tiburtina Valeria. All'altezza della stazione ferroviaria di Vicovaro-Mandela prendere il bivio per Saracinesco.
Nel piccolo paese di Saracinesco (903), posto in posizione dominante e al centro di una natura incontaminata, possiamo ammirare: i resti dell'antica cinta muraria; la duecentesca Chiesa di san Michele Arcangelo; il tracciato dell'acquedotto chiamato "Anio Novus".
Dal centro del paese si dipartono numerosi sentieri, uno dei quali giunge fino alla vetta del Monte Costasole (1253 m). Una piacevole e facile escursione tra boschi di querce e faggi.
Dal parcheggio, si segue la strada sterrata ben visibile, che dal paese imbocca l'evidente Valle le Prata, costituita da pascoli, tra la catena del Costasole e la costiera del M. Sainese. Superato un fontanile, si parcheggia al termine della strada ( 910 m circa ). Si prosegue per la mulattiera di fondovalle, che supera alcuni prati, aggira a sinistra e raggiunge una sella ( 990 ), dalla quale si passa sul versante di Cerreto Laziale: bella vista sul M. Guadagnolo e la catena dei Prenestini. La mulattiera, comoda ma un po' ingombra di rovi, piega a sinistra e sale nel bosco alla larga sella di Forca Travella ( 1085 m, 0.30 ore ): da qui il panorama si apre sulla Piana del Cavaliere, sul Velino e sul Gran Sasso. Si segue ora un sentiero segnato verso destra, per una cresta e poi nel bosco, a mezza costa sul versante orientale del Costasole. Usciti dal bosco si raggiunge quasi in piano una sella ( 1225 m ), poi si sale in breve alla vetta boscosa del Costasole (1253 m, 0.45 ore ). La discesa richiede 1 ora fino al termine della strada.

domenica, dicembre 31, 2006

CIAO 2006


Ho consumato i tuoi giorni, e non so se tutto il tempo che mi hai dato sia stato utilizzato in modo adeguato verso le persone e le cose che mi hai posto accanto. Facendomi forte del detto che con l'anno nuovo il vecchio è bruciato, mi pongo dinanzi al tuo fratello più giovane con nuovo vigore. Con questa convinzione e con la certezza che si può sempre migliorare, il 2007 mi darà tantissime occasioni per poter arrivare alla fine con migliori risultati. Essere ottimisti non guasta.